Il 28 maggio 1606 a Roma, Caravaggio uccise in duello Ranuccio Tomassoni, a causa di un punto conteso nel gioco della pallacorda, antenato del tennis. Ma i veri motivi erano altri: pesanti debiti di gioco, l'amore di una donna (Fillide Melandroni) e anche questioni politiche. La Francia e la Spagna si contendevano la supremazia sull'Italia e sull'intera Europa. Ranuccio era filo-spagnolo, mentre Caravaggio era un protetto dell'ambasciata di Francia.
Caravaggio fu condannato alla pena di morte per decapitazione, che poteva essere eseguita da chiunque lo avesse riconosciuto per strada. Il pittore fuggì da Roma, in direzione di Napoli, sotto la protezione della potente famiglia Carafa-Colonna.
Il soggiorno napoletano fu un periodo prolifico e sereno per Michelangelo Merisi. Qui dipinse la "Flagellazione di Cristo", oggi conservata presso il Museo di Capodimonte nella città partenopea. Spettacolare utilizzo di luce quasi accecante, che sottolinea con grande drammaticità l'emergere, tra contrasti netti e laceranti di luci e ombre, della figura umana e divina di Cristo.