martedì 7 aprile 2026

Il Venerdì Difficile

Passata Pasqua e penso: non c'è resurrezione senza un "venerdì" difficile! E resurrezione in fondo altro non è che un passaggio, un modo per rinascere. È un po' lo stesso anche per le persone. 

In altre parole, per rinascere è come se ogni volta una parte di sé e della propria esistenza, dovesse morire,...e certamente non è piacevole.

Tra l'altro questo paradosso di "non c'è rinascita senza morte", è una costante che riguarda un po' tutto:

- Imparare qualcosa di nuovo fa sentire stupidi, prima di rendere competenti. 

- Allenarsi fa sentire deboli, prima di rendere forti.

- Affrontare le paure fa sentire terrorizzati, prima di rendere coraggiosi. 

- Guarire fa spesso storcere il naso per accettare cure poco simpatiche.

- ...e per trovare pace bisogna attraversare il caos.

Forse la vita ha questa cattiva abitudine di travestire la crescita da fallimento e l'evoluzione da dolore, e far sembrare davvero importante solo ciò che è "neurobiologicamente costoso". 

Forse arrivare a chi si è davvero è un processo disordinato e bisogna ogni volta "infrangere" chi si era prima per fare spazio a ciò che si è destinati a diventare.

Probabilmente non si è forti solo quando ci si sente forti. Forse la vera forza si costruisce ogni giorno nella "palestra della vita" da fragili e sopraffatti. 

Forse quel sentirsi a volte abbattuti e indietro rispetto a dove si vorrebbe essere, è perché si è in qualche modo proprio nel mezzo di una forma di rinascita.

Non c'è il sottofondo di Rocky mentre la si attraversa, ma tutto somiglia piuttosto a un giorno anonimo qualunque come oggi in cui ci si sveglia con qualche pensiero cupo, ma si decide comunque di non mollare.


Nessun commento:

Posta un commento