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sabato 10 gennaio 2026

Veniamo dalle Stelle


Veniamo dalle stelle,
ce ne dimentichiamo troppo spesso.
Le stelle brillano della loro luce,
non le può spegnere quello che c'è intorno,
perché lo sanno già, non ce n'è un'altra uguale,
non devono parlare per essere comprese,
e fanno delle cadute lo spettacolo più grande.
Le stelle sono immobili perché lo sanno
che chi vuole troverà sempre un modo per raggiungerle.
Amati come si amano le stelle,
non aver paura di cadere,
dei tuoi difetti,
non farti togliere la luce,
ma ricordati di splendere,
con l'unica speranza
di ritrovare te ogni giorno.
Perchè le stelle sono silenziose,
ma quando è buio
tutti le vengono a cercare.

domenica 7 settembre 2025

Chi è Nato Con il Mare Lo Capisce








Chi è nato con il mare 

o l'ha nel cuore, lo capisce,

che vivere vicino all'acqua cristallina

e non potere o non volersi più tuffare

è assurdo. 

E rinunciar per sempre, 

solo perché non se ne può godere tutti i giorni, 

è un paradosso. 


È come se affamati, 

davanti a un bel banchetto luculliano,

ogni boccone, insieme al nutrimento, 

portasse dai ricordi amare spine, 

tanto da sceglier di morir di fame. 


Ma un solo bagno, 

anche non per intero, 

lascia addosso il sale, 

e una memoria di bellezza.

E la bellezza siamo noi. 

Sei tu, ...e sono anche io. 


Esser Bold

domenica 12 gennaio 2025

Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi 
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto 
e un sentimento fermo 
guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti, 
finalmente e con che gioia, 
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia 
e acquista madreperle, 
coralli, ebano e ambre, 
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; 
più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie, 
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca, 
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio, metta piede sull’isola, tu, 
ricco dei tesori accumulati per la strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei 
mai ti saresti messo sulla strada: 
che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, 
non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, 
con tutta la tua esperienza addosso, 
già tu avrai capito 
ciò che Itaca vuol significare.

Konstantinos Kavafis

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Questa poesia, "Itaca" di Kavafis, colpisce e va nel segno. Parla di un viaggio come metafora dell’esistenza. Il viaggio di tutti, quello di ognuno. 

Tante volte si pensa che l’obiettivo di un viaggio sia una meta, una destinazione finale e si cammina con la mente proiettata verso il futuro, immaginando cosa avverrà una volta raggiunto il fine e che solo allora finalmente si potrà essere felici. 

Ma tutte le peripezie, gli imprevisti, le difficoltà cantate da Omero prima e da Kavafis dopo, non sono incidenti di percorso: sono essi stessi il percorso. 

Il viaggio non è uno strumento per arrivare ad un punto finale. 
Il viaggio è il senso di tutto. 
Il viaggio, coi suoi imprevisti e le sue strane coincidenze, è la vita in sé.

“Itaca” è un luminoso invito alla vita, che insegna a guardare all’interezza del percorso, a non scoraggiarsi, ad affrontare le avversità col coraggio e con la consapevolezza che, lasciandosi andare al flusso della vita, tutto non può che andare verso il bene, tutto ha un senso, è il nostro bene, anche se spesso lì per lì non si comprende. 
Itaca non è una destinazione, ma un modo di vivere i giorni.

domenica 22 dicembre 2024

Amore

Allora Almitra disse: Parlaci dell’Amore.
Ed egli sollevò il capo e guardò il popolo, e una gran pace discese su di loro. E a voce alta disse:

Quando l’amore vi fa cenno, seguitelo,
Benché le sue strade siano aspre e scoscese.
E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui,
Benché la spada che nasconde tra le penne possa ferirvi.
E quando vi parla, credetegli.
Anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni come il vento del nord lascia spoglio il giardino.

Perché come l’amore v’incorona così vi crocifigge. E come per voi è maturazione, così è anche potatura.
E come ascende alla vostra cima e accarezza i rami più teneri che fremono al sole,
Così discenderà alle vostre radici che scuoterà dove si aggrappano con più forza alla terra.
Come fastelli di grano, vi raccoglierà.
Vi batterà per denudarvi.
Vi passerà al crivello per liberarvi dalla pula.
Vi macinerà fino a farvi farina.
Vi impasterà fino a rendervi plasmabili. E poi vi assegnerà al suo fuoco sacro, perché possiate diventare il pane sacro nei sacri conviti di Dio.
Tutto questo farà in voi l’amore, affinché conosciate i segreti del cuore, e in quella conoscenza diventiate un frammento del cuore della Vita.

Ma se avrete paura, e cercherete soltanto la pace dell’amore e il piacere dell’amore,
Allora è meglio che copriate le vostre nudità, e passiate lontano dall’aia dell'amore, nel mondo senza stagioni dove potrete ridere, ma non tutto il vostro riso, e piangere, ma non tutto il vostro pianto.

L’amore non dà nulla all’infuori di sé, né prende nulla se non da se stesso.
L’amore non possiede né vuol essere posseduto,
Perché l’amore basta all’amore.

Quando amate non dovreste dire: «Dio è nel mio cuore» ma, semmai, «sono nel cuore di Dio».
E non crediate di guidare il corso dell’amore, poiché l’amore, se vi trova degni, guiderà lui il vostro corso.

L’amore non desidera che il proprio compimento.
Ma se amate e quindi avete desideri, i vostri desideri siano questi:
Sciogliersi e farsi simili a un ruscello che scorra e canti alla notte la sua melodia.
Conoscere il martirio della troppa tenerezza.
Esser feriti dal vostro proprio intendere l’amore,
E sanguinare di buon grado, gioiosamente.
Svegliarsi all’alba con un cuore alato e dire grazie a un nuovo giorno d’amore;
Riposare nell’ora meridiana e meditare sull’estasi amorosa;
Tornare a casa con gratitudine la sera;
E addormentarsi con una preghiera per chi amate nel cuore, e un canto di lode sulle labbra.

Kahlil Gibran

sabato 13 luglio 2024

Se Rinascessi


Se rinascessi, 
comincerei daccapo, 
e amerei all'infinito 
sempre e comunque. 

Se un giorno tornerò alla vita,
la casa mia non avrà chiavi,
sempre aperta,
come il mare, la luce, l'aria. 

Che entri la notte 
e che entri il giorno,
la pioggia azzurra, la sera,
il dolce rosso dell'aurora, 
e anche la luna, dolce amante.

Che l'amicizia non trattenga
il passo sulla soglia,
né le rondini il volo,
né l'amore le labbra.

Nessuno si senta risparmiato.

La mia casa,
il cuore mio, mai chiusi.
Che entrino gli uccelli,
il respiro degli amici, l'amore.