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domenica 23 agosto 2026

Perlifichiamo!


Sono sicuro che tra di voi ci sono persone che amano follemente la danza, la pittura, il fumetto, il disegno, la letteratura, il teatro. 

Tante persone sono qui che hanno questi desideri e magari non riescono a sbloccarsi. 

Allora io vi dico questa roba, Karl Jaspers che era un filosofo tedesco ma era anche uno psichiatra. 

Aveva analizzato tutta la vita creativa di Van Gogh e ne aveva dedotto che la spinta creativa di Van Gogh era molto forte perché era una reazione alla sua malattia. 

Esattamente come fa un'ostrica quando produce la perla. 

Faccio musica o quel che faccio dal punto di vista creativo per reagire ai corpi estranei che entrano nel mio guscio. Cioè il corpo estraneo che entra nel mio guscio purtroppo si chiama realtà.  E quello che io vivo da quando sono un bambino è che non capisco perché il mondo mi è sempre sembrato ingiusto, violento, un mondo fisico quindi un mondo di dolore.  

Stasera magari abbiamo passato due ore spensierate ma questo è quello che penso del mondo, non riesco a cambiare idea. 

E allora cerco di anestetizzare questa violenza attraverso l'atto creativo, la perla e l'opera finale. 

E quindi volevo dirvi questo, non lasciate le vostre idee inespresse dentro di voi, non lasciatele sedimentare all'interno. 

Date loro corpo, abbiate fiducia, date corpo alle vostre idee perché tanto non serve aver paura del giudizio degli altri. Perché l'atto creativo è una questione personale, riguarda solo voi, non riguarda gli altri. 

Riguarda solo voi, poi se piace va bene, se non piace non fa nulla ma la soddisfazione finisce solo quando voi vi siete espressi, secondo i vostri canoni. 

Non abbiate paura del falimento perché semplicemente non esiste, l'unico falimento è non provarci. 

Quindi io spero che possiate perlificare il più possibile perché in un mondo che venera la distruzione, l'unica cosa che ci rimane da fare è creare. 

Perché in ogni guscio c'è una perla e ogni perla salva dal fondo, ricordatevelo, non avrete più tempo, dovete perlificare. 

Da domani si perlifica, ok?

Michele Salvemini, in arte Caparezza, Orbit Orbit Live Tour 

lunedì 17 agosto 2026

Il Piedistallo delle Distanze


Nel 1987 lo psicologo E. Tory Higgins la introdusse nella sua teoria della self-discrepancy, uno dei modelli più citati della psicologia del sé.

Secondo Higgins, dentro ognuno di noi convivono (almeno) due rappresentazioni: il "sé attuale", cioè chi siamo oggi, e il "sé ideale", cioè chi vorremmo essere.

Intendiamoci, avere un "sé ideale" (quello che nella formazione viene chiamato "la versione migliore di noi stessi") è un riferimento prezioso.

Il problema nasce quando la distanza tra queste nostre rappresentazioni interiori viene percepita come incolmabile.

In questo caso - come dimostrato da Higgins e colleghi - quel divario smette di motivarci e inizia ad alimentare in noi emozioni come delusione, insoddisfazione e scoraggiamento.

...e più alto è il piedistallo su cui mettiamo il nostro "sé ideale", più quelle emozioni ci privano della spinta per accorciare la distanza.

Il punto è che la nostra versione ideale non deve essere una bella statua immacolata da contemplare da lontano.

No, quell'Io Futuro deve essere piuttosto un costume, un costume in cui ci dobbiamo iniziare a calare oggi stesso, anche se al momento non ci calza alla perfezione.

Se sei in ferie, goditi le tue ferie senza sensi di colpa, ma non usare il "...da settembre" come ripostiglio dove spingere tutti i tuoi buoni propositi.

Ricorda: esiste solo questo momento presente e non arriverà mai il giorno in cui finalmente salirai anche tu su quel piedistallo lontano. È tempo di far scendere la tua versione ideale e iniziare il tuo cambiamento anche nell'imperfezione di un lunedì di metà agosto.

Andrea Giuliodori


martedì 30 giugno 2026

Lo Spartiacque


Ogni anno c'è un giorno molto speciale, il giorno spartiacque. È un giorno in cui il passato e il futuro raggiungono un punto di perfetto equilibrio: 182 giorni dietro di noi, 182 giorni davanti a noi e in mezzo lui, un portale temporale di 24 ore per riflettere sulla prima metà dell'anno e plasmare la seconda.

Lo spartiacque nel 2026, cade il 2 luglio per la precisione.

Per questo ho pensato a 26 frasi che avrei voluto leggere prima nella vita e che mi auguro ispirino a vivere meglio i prossimi 182 giorni:


1. Si cresce facendo cose per cui non ci sentiamo all'altezza.

2. Insegni agli altri come trattarti sulla base di ciò che tolleri.

3. Siamo quello che facciamo, non quello che promettiamo di fare.

4. La tua morte arriverà un giorno qualunque, nel mezzo di piani incompiuti, e il mondo continuerà senza di te. Non rimandare i tuoi sogni.

5. L'ambizione senza azione diventa ansia.

6. L'arroganza è il premio di consolazione dei mediocri.

7. Non c'è pace per chi ha intravisto la persona che può diventare.

8. C'è un'enorme differenza tra l'essere stanchi perché stiamo costruendo qualcosa di bello e l'essere stanchi perché stiamo cercando di tenere in piedi qualcosa di rotto.

9. Ci sono sedie che ti aspettano a tavoli che ancora non conosci.

10. Aspettare prima di tuffarti non renderà l'acqua meno fredda.

11. Una barca non affonda a causa dell'acqua che ha intorno, ma per colpa dell'acqua che lascia entrare. Proteggi sempre la tua mente.

12. Credendo perdutamente in qualcosa che ancora non esiste, lo creiamo.

13. Raggiungerai la grandezza quando il tuo disprezzo per la mediocrità supererà il tuo amore per la comodità.

14. Il burnout arriva quando tratti il riposo come un premio invece che come una necessità.

15. Il più grande spreco al mondo è lo scarto tra ciò che siamo e ciò che potremmo essere.

16. Non ti pentirai mai di aver investito nella tua salute, nella tua formazione o nelle tue relazioni.

17. Quando nasciamo somigliamo ai nostri genitori. Quando moriamo somigliamo alle nostre decisioni.

18. La fiducia in te stesso si costruisce ogni volta che mantieni una promessa fatta a te stesso.

19. Non sono i nostri sogni a essere troppo grandi. Sono le nostre attuali abitudini a non essere all'altezza.

20. Il miglior modo per criticare qualcosa o qualcuno è fare di meglio.

21. Lo scopo del fare non è produrre di più, ma avere il tempo per vivere di più.

22. Come puoi essere in ritardo nella vita se è la tua vita?

23. Non esiste una formula per il successo, ma ne esistono due per il fallimento: non iniziare e non insistere.

24. C'è un solo angolo dell'universo che puoi migliorare con certezza: te stesso.

25. Non aspettarti di sentirti pronto. Essere pronti non è una sensazione. Essere pronti è una decisione.

26. Ogni volta che rimandi, il problema cresce. Ogni volta che inizi, cresci tu.

Andrea Giuliodori


sabato 27 luglio 2024

La Canzone del Buon Umore

Il 7 Maggio 2019, la scienza ha stabilito quale canzone può farti stare meglio in assoluto, ovviamente se l'ascolti. È dei Queen, molto probabilmente la conosci, il suo titolo è "Don't stop me now".

Questo brano dei Queen si aggiudica il primo posto nella classifica delle canzoni che hanno un impatto positivo sull’umore.

Secondo uno studio condotto dal neuroscienziato cognitivo Jacob Jolij dell'Università di Groningen, questa celebre traccia è la più incoraggiante del mondo.

La ricerca, commissionata da un noto brand di elettronica, ha analizzato diversi fattori, tra cui i battiti al minuto, la tonalità e gli accordi e secondo Jolij, combinando questi elementi si ottiene la formula per la perfetta ‘feel-good song’.

Ecco la top 10 delle canzoni che mettono di buon umore secondo lo studio:

Queen, "Don't Stop Me Now"
ABBA, "Dancing Queen"
Beach Boys, "Good Vibrations"
Billy Joel, "Uptown Girl"
Survivor, "Eye of the Tiger"
The Monkees, "I'm a Believer"
Cyndi Lauper, "Girls Just Wanna Have Fun"
Bon Jovi, "Livin' on a Prayer"
Gloria Gaynor, "I Will Survive"
Katrina & the Waves, "Walking on Sunshine"