mercoledì 26 aprile 2023

Ai Cavalieri Erranti

A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento. 
Ai pazzi per amore, ai visionari, a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno. 
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. 
Ai folli veri o presunti. 
Agli uomini di cuore, a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro. 
A tutti quelli che ancora si commuovono. 
Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni. 
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato. 
Ai poeti del quotidiano. 
Ai “vincibili” dunque, e anche agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo. 
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi. 
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali, ancora si sente invincibile. 
A chi non ha paura di dire quel che pensa. 
A tutti i cavalieri erranti.

M. De Cervantes 

Quando Smettere di Giocare

Non si smette di giocare perché si diventa vecchi, si diventa vecchi perché si smette di giocare.

martedì 25 aprile 2023

Cos'è la Rabbia

Un monaco decise di meditare da solo. Lontano dal suo monastero, prese una barca e se ne andò in mezzo al lago. Chiuse gli occhi e iniziò a meditare.

Dopo diverse ore di silenzio ininterrotto, improvvisamente sentì l'impatto di un'altra barca che colpì la sua. Con gli occhi ancora chiusi, sentì la rabbia salire dentro di sé, e quando aprì gli occhi, era pronto a gridare al barcaiolo che osava interrompere la sua meditazione. Ma appena aperti, vide che davanti a lui c'era solo un'altra barca vuota, slegata, che galleggiava in mezzo al lago vicino alla sua. 

A quel punto il monaco raggiunse la consapevolezza di sé e capì che la rabbia risiedeva dentro di lui; essa doveva solo trovare un oggetto esterno per essere provocata.
In seguito, quando incontró di nuovo qualcuno che lo infastidì provocando la sua rabbia, si ricordó: l'altra persona è solo una barca vuota. La rabbia è dentro di me

Thich Nhat Hanh

lunedì 24 aprile 2023

Pozioni Prodigiose

Se fossi un inventore, una pozione prodigiosa e più che magica creerei. 
In una vasca enorme mescolerei tutti i libri del mondo, quelli di storia, quelli di musica, d'arte, d'amore, di poesia e, se ce ne fossero, anche di gentilezza. 
Con un microfono ed un registratore, raccoglierei poi tutti i pensieri della gente e ne farei un frullato. 
Condirei il tutto con anni e anni di esperienza, colti di qui e di là da ogni angoletto del pianeta per condensarli dentro un serbatoio gigantesco. 
Girerei poi con un mestolone l'intruglio favoloso, farei bollire e distillare il tutto dentro un'ampollina. Ed ecco bella e pronta la pozione della conoscenza.
Chiunque ne beva un po', se fa domande, avrà immediatamente la risposta. Forse non le avrà tutte, ma ci andrà vicino. 
(da inventare in un'altra vita)

domenica 23 aprile 2023

La più Bella Definizione di Nostalgia

La più bella definizione di nostalgia che ho mai sentito, l'ha data una bambina di undici anni. Le righe che seguono sono il racconto del suo medico. 

Come oncologo con 29 anni di esperienza professionale, posso affermare di essere cresciuto e cambiato a causa dei drammi vissuti dai miei pazienti. Non conosciamo la nostra reale dimensione fino a quando, in mezzo alle avversità, non scopriamo di essere capaci di andare molto più in là. 
Ricordo con emozione l’Ospedale Oncologico di Pernambuco, dove ho mosso i primi passi come professionista. Ho iniziato a frequentare l’infermeria infantile e mi sono innamorato dell’oncopediatria.
Ho assistito al dramma dei miei pazienti, piccole vittime innocenti del cancro. Con la nascita della mia prima figlia, ho cominciato a sentirmi a disagio vedendo la sofferenza dei bambini. Fino al giorno in cui un angelo è passato accanto a me! 

Vedo quell’angelo nelle sembianze di una bambina di 11 anni, spossata da due lunghi anni di trattamenti diversi, manipolazioni, iniezioni e tutti i problemi che comportano i programmi chimici e la radioterapia. Ma non ho mai visto cedere quel piccolo angelo. L’ho vista piangere molte volte; ho visto anche la paura nei suoi occhi, ma è umano!

Un giorno sono arrivato in ospedale presto e ho trovato il mio angioletto solo nella stanza. Ho chiesto dove fosse la sua mamma. Ancora oggi non riesco a raccontare la risposta che mi diede senza emozionarmi profondamente. 
“A volte la mia mamma esce dalla stanza per piangere di nascosto in corridoio. Quando sarò morta, penso che la mia mamma avrà nostalgia, ma io non ho paura di morire. Non sono nata per questa vita!”
“Cosa rappresenta la morte per te, tesoro?”, le chiesi. 
“Quando siamo piccoli, a volte andiamo a dormire nel letto dei nostri genitori e il giorno dopo ci svegliamo nel nostro letto, vero? (Mi sono ricordato delle mie figlie, che all’epoca avevano 6 e 2 anni, e con loro succedeva proprio questo)”. 
“È così. Un giorno dormirò e mio Padre verrà a prendermi. Mi risveglierò in casa Sua, nella mia vera vita!” 
Rimasi sbalordito, non sapendo cosa dire. Ero scioccato dalla maturità con cui la sofferenza aveva accelerato la spiritualità di quella bambina.“E la mia mamma avrà nostalgia”, aggiunse. 
Emozionato, trattenendo a stento le lacrime, chiesi: “E cos’è la nostalgia per te, tesoro?”

La nostalgia è l’amore che rimane!
Oggi, a 53 anni, sfido chiunque a dare una definizione migliore, più diretta e più semplice della parola “nostalgia”: è l’amore che rimane! Il mio angioletto se ne è andato già molti anni fa, ma mi ha lasciato una grande lezione che mi ha aiutato a migliorare la mia vita, a cercare di essere più umano e più affettuoso con i miei pazienti, a ripensare ai miei valori. Quando scende la notte, se il cielo è limpido e vedo una stella la chiamo il “mio angelo”, che brilla e risplende in cielo. Immagino che nella sua nuova ed eterna casa sia una stella folgorante. 

Grazie, angioletto, per la vita che ho avuto, per le lezioni che mi hai insegnato, per l’aiuto che mi hai dato. Che bello che esista la nostalgia! L’amore che è rimasto è eterno. 

Dr. Rogério Brandão

sabato 22 aprile 2023

Le Persone Belle

Le persone belle veramente non sono solo quelle esteticamente gradevoli, sono belle quelle
che guardarle solamente
mette in pace con il mondo,
quelle che in uno sguardo solo
celano tutta l’armonia che esiste, quelle senza spigoli, quelle che della gentilezza fanno il loro abito ogni giorno, 
quelle che hanno fatto quasi sempre i conti con il male, optando sempre per il bene,
quelle che da qualsiasi angolo le scruti,
svelano l’immensità che portano di dentro.

venerdì 21 aprile 2023

Con Tutte le Forze

Un ragazzo e suo padre stavano camminando insieme in un bosco. Ad un certo punto si imbatterono in un grosso tronco, che stava bloccando il sentiero. Al che il ragazzo si rivolse a suo padre e disse: "Pensi che possa sollevare questo tronco, babbo?"
Il padre rispose: "Se userai tutte le tue forze, sì, ci riuscirai".
Il ragazzo si rimboccò le maniche, piegò le ginocchia, e mise le mani sotto il tronco. Chiuse le braccia e si sollevò con ogni grammo di forza che aveva in corpo. Ma il tronco non si mosse di un millimetro. Provò ancora e ancora fino a quando, sfinito e senza fiato, si arrese. 
Allora guardò suo padre con disappunto e disse: "Mi avevi detto che sarei riuscito a sollevarlo!"
Suo padre sorrise e disse gentilmente: "Ti avevo detto che saresti riuscito a sollevarlo se avessi usato tutte le tue forze. Ma ti sei dimenticato di chiedermi aiuto.
"Quindi il ragazzo chiese a suo padre di aiutarlo e insieme sollevarono il tronco spostandolo dal sentiero