domenica 30 aprile 2023

Quello che Rimane Dentro

"Allora non lo sapevo, ma, quando priviamo i figli delle loro sofferenze, li menomiamo. Insegniamo loro che le emozioni sono sbagliateo spaventose. 
Ma una sensazione è solo una
sensazione, non è giusta o sbagliata. È semplicemente la mia sensazione, oppure la tua, la vostra, insomma di chi la prova. 

È preferibile non usare la logica per cambiare i sentimenti altrui, o tentare di tirar su il morale a chi è triste. È meglio permettergli di avere le sue sensazioni e tenergli compagnia, magari dicendogli: «Raccontami qualcosa di più». 

Prova a resistere alla tentazione di dire quello che ripetevo ai miei figli quando erano turbati perché qualcuno li aveva presi in giro o li aveva esclusi: «So quello che provi». È una bugia. Non si può mai sapere quello che prova un altro. Non sta
accadendo a te. Per essere empatici e d'aiuto, occorre non affrontare la vita interiore altrui come se fosse la tua. È solo un altro modo di derubare gli altri della loro esperienza, tenendoli bloccati.

Ricordo spesso ai miei pazienti che il contrario di depressione è espressione.
Non è quello che esce da te che ti fa stare male, ma quello che rimane dentro.
Di recente parlavo con un uomo, una bella persona, che assiste bambini in strutture di adozione, aiutandoli a superare la perdita di sicurezza e di protezione o l'assenza della famiglia. Gli chiesi cosa motivasse il suo lavoro, e lui mi raccontò una conversazione che aveva avuto con suo padre malato, poco prima che morisse di cancro. Gli aveva domandato: «Perché pensi di avere il cancro?» E suo padre aveva risposto: «Perché non ho mai imparato a piangere».

Certo, sono molti i fattori che contribuiscono al potenziale di ciascuno in salute e malattia, e arrechiamo grandi danni a noi stessi quando crediamo di avere colpa per le nostre malattie o ferite. Ma posso dire con certezza che se non permettiamo a noi stessi di esprimere o di provare certe emozioni, esse rimangono
come imbottigliate, e quello che teniamo dentro di noi influsce sulla chimica del nostro corpo e trova espressione nelle nostre cellule e circuiti neurali."

Edith Eva Eger 
Psicoterapeuta sopravvissuta ai campi di sterminio, oggi scrive e pratica per incoraggiare a modificare pensieri e comportamenti autodistruttivi di quando si è colpiti da un dolore. Anche lei afferma che non è ciò che succede nella vita a contare di più, quanto piuttosto come lo si affronta. 

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