Non tutto ciò che fa soffrire è per forza negativo, così come non tutto ciò che fa piacere è necessariamente positivo.
Quando si pensa a emozioni quali rabbia, paura e tristezza usando l'etichetta di "emozioni negative" forse si compie un'operazione sbrigativa e a volte fuorviante, come se tutto il mondo dovesse essere per forza ogni giorno sorridente e le navi dovessero per sempre navigare in un mare calmo e senza onde.
Concepire qualcosa come negativo, predispone infatti a percepire quel qualcosa come avverso, a cercare di allontanarlo o addirittura ignorarlo.
In questo modo, però, si distrugge a priori anche il messaggio che quel qualcosa porta con se.
Lo stesso accade per le emozioni e queste hanno sempre molto da insegnare, ma bisognerebbe essere disposti a interrogarle e ad ascoltarle fino in fondo senza escluderne nessuna.
Dietro un risentimento, un abbattimento, un'esasperazione o una contrarietà, per esempio, si può nascondere a volte la forza vitale che aiuta a dire basta a certe ingiustizie, a prendere la decisione di abbandonare un progetto poco motivante, o a disporsi in cammino verso nuove avventure.
Senza emozioni la vita è in bianco e nero e non più degna di essere vissuta.
Le emozioni non sono negative.
Negativo è solo il modo in cui si decide di reagire.
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