«Quando due si lasciano, non parte chi se ne va: parte chi resta. Chi se ne va era già partito molto tempo prima.
All’apparenza chi va prende la nave, si muove: ma è un falso movimento, il suo; è come se fossi io a camminare all’indietro, senza accorgermene.
Per chi va non c’è partenza, è stabile nel suo nuovo amore – non cambia stato la sua anima, quieto nel fondo, il desiderio.
È chi resta, invece, il solo a partire, cambiare condizione, forma del vivere, giornate, veglie, sussulti.
È chi resta a non ritrovarsi più in quel posto, in quella geografia conosciuta di carezze e di pensieri, e deve spezzare, andarsene, cambiar nome all’amore che non riconosce.
È di chi resta l’unica partenza».
Roberto Vecchioni, Viaggi del tempo immobile.

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