domenica 30 aprile 2023
Quello che Rimane Dentro
sabato 29 aprile 2023
La Leggenda dei Sentimenti
La noia, perennemente stufa, cominciò a sbadigliare e ad attaccare la sua pigrizia a tutti gli altri. Per evitarla, la follia propose a tutti un gioco divertente. “Giochiamo a nascondino”, disse.
L’intrigo si interessò subito alla proposta mentre la curiosità domandò: “Come si gioca a nascondino?”.
La saggezza spiegò che si trattava di un vecchio intrattenimento, bisognava coprirsi il volto e contare fino a un milione mentre gli altri si nascondevano.
Al termine della conta, lo scopo era scovare tutti.
Subito l’entusiasmo e l’euforia iniziarono a saltare. Amavano l’idea del gioco. La loro felicità era tale che persino il dubbio decise di partecipare.
Si unì anche l’apatia, che di solito se ne stava in disparte.
Così il gioco ebbe inizio, e con esso l’origine dei sentimenti.
La follia, sempre più esaltata, si offrì di essere la prima a contare.
E così iniziò: “Uno, due tre…”.
La verità decise di non partecipare, perché non ne vedeva il senso: tanto l’avrebbero trovata comunque.
La superbia disse che il gioco era stupido e che non voleva partecipare.
L’aveva infastidita il fatto che fosse stata la follia a lanciare l’idea, e non lei.
La pigrizia iniziò a correre per nascondersi, ma si stancò subito. Si nascose quindi dietro alla prima roccia che vide.
Il trionfo, diligente come sempre, scelse l’albero più alto e vi si arrampicò per nascondersi tra le sue fronde.
Dietro di lui veniva l’invidia, che approfittò della grande ombra del trionfo per nascondersi sotto di lui.
Nel frattempo, la fede spiccò il volo davanti allo stupore di tutti, andando a nascondersi tra le nuvole. Nessuno poteva crederci, soltanto lei poteva essere capace di una simile cosa.
La generosità, dal canto suo, era preoccupata per quelli che non trovavano un nascondiglio. Si mise dunque ad aiutare gli altri, e per poco non fece in tempo a nascondersi.
L’egoismo, al contrario, trovò il nascondiglio perfetto in una caverna e richiuse l’entrata con degli arbusti, così che nessuno potesse entrarvi.
La follia era emozionata. Continuò a contare fino ad arrivare a un milione. Dopodiché, si scoprì il volto e iniziò a cercare i suoi amici.
La prima a essere scovata fu la pigrizia, che si trovava a due passi.
Poi trovò la passione e il desiderio, che si erano nascosti in fondo a un vulcano.
In seguito trovò la menzogna, talmente bugiarda che le aveva fatto credere di essersi nascosta in acqua, in realtà si trovava nel centro di un arcobaleno.
La follia era sulle tracce della dimenticanza, ma dimenticò dove conduceva quella pista e decise di lasciarla per dopo.
Amore era l’unico che non era riuscito a nascondersi. Quando vide la follia avvicinarsi, si nascose frettolosamente dietro a degli arbusti. La follia, che non era stupida, si disse: “L’amore è così banale che si sarà nascosto sicuramente fra gli arbusti e le rose”. Poiché le rose hanno le spine, la follia si armò di cesoia e iniziò a tagliarle via.
D’improvviso si sentì un urlo di dolore: la follia aveva ferito l’amore agli occhi.
Rammaricata per quanto successo, alla follia non venne altro in mente se non mettersi in ginocchio e chiedergli perdono.
Poiché gli aveva danneggiato la vista, si offrì di fargli da guida da quel momento in poi. Da allora, l’amore è cieco e la follia lo accompagna.
Così finisce la bellissima leggenda, dei sentimenti, che traccia un piccolo quadro divertente di esperienze emotive nelle quali in definitiva tutti in qualche modo prima o poi ci identifichiamo.
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Quello che Non Sei
Sei tutti i libri che hai letto, e tutte le parole che dici, sei la tua voce assonnata al mattino ed i sorrisi che provi a nascondere, sei la dolcezza della tua risata, ed ogni lacrima versata, sei il tuo sguardo commosso, sei le canzoni urlate così forte quando ti credevi in solitudine, sei i posti visitati, sei i mille profumi che ricordi, sei la musica che hai dentro, sei tutto ciò che sogni e ciò in cui credi e le persone a cui vuoi bene, che ami, che hai amato e che ti amano, sei le fotografie nella tua stanza ed il futuro che dipingi, e indossi così tanta bellezza ogni mattina, che forse tutto ciò a volte ti sfugge e ti confondi con quello che non sei.