martedì 23 maggio 2023

Quando Fa Male Il Corpo

Non è il sale.
Non sono le farine.
Non è la bibita gassata.
Non è lo zucchero.
Non è il cibo.
Non è il glutine.
E non è la postura. 
Sono le tue emozioni!!
Sono le tue decisioni!!

Ti fa male perché non hai ancora imparato a divertirti, perché accumuli vecchi odi e rabbia.
Ti fa male perché ti rifiuti di sviluppare la tua vitalità ed elasticità del corpo, perché lo punisci con dipendenze e immaturità emotiva.

Ti fa male il corpo perché rifiuti il presente e permetti ai ricordi di definirti. 
Ti fa male perché non chiudi i cerchi della vita e ti vesti da vittima nel dramma che hai creato. 
Ti fa male perché ami la ferita che non vuoi guarire.

Ti fa male il corpo perché hai ceduto all'apatia e ti sei lasciato vincere. 
Ti fa male perché hai dubbi di meritare una vita senza traumi e ali per volare. 
Ti fa male perché hai ceduto la tua voce al clan di famiglia.
Ti fa male il corpo perché non vivi in pace.
Ti fa male il corpo perché non hai il coraggio di darti più valore.

Ti fa male perché taci quando devi urlare. Perché incolpi l'amore della tua ossessione di dominare. Perché esigi un rispetto che non osi generare.
Ti fa male il corpo perché confondi una relazione con un ring in cui poterti sfogare.

Ti fa male perché non hai il coraggio di connetterti con la tua divinità. Perché hai paura della libertà.
Ti fa male il corpo perché non ti permetti di ricordare che sei nato per crescere e oltrepassare l'amore che sei già.
Ti fa male il corpo perché non investi in silenzio né fai pace con la tua solitudine e con il tuo buio.

Sei un essere d'amore in continua evoluzione. 
Smettila di incastrarti, frenarti e atrofizzarti. 
Sveglia la tua magia e il tuo potere. 

Fai valere l'amore che sei già.

lunedì 22 maggio 2023

Il Mondo è un Posto Strano

Felicità è argomento che dovrebbe stare a cuore, forse più di ogni altro, eppure è un tema ovvio ma taciuto.
Tra noi chiediamo: 
“Come va?" 
"Il lavoro?” 
”Eh, tiriamo avanti“ oppure “Bene“
Che in gran parte bene poi non è. 

E ”Sei felice?” quando lo chiediamo? Mai. 

Se lo facciamo, lo sguardo ricevuto è tipo:
”Ma che domanda fai?” a metà tra il “Come ti permetti ” e il ”Ma come fai a essere felice in questo obbrobrio?”

D’altronde, se è una domanda che non poniamo mai, come facciamo a pretendere che altri ci rispondano?
Sarebbe interessante invece, rispondere e ancor più poter rispondere sinceramente ”SI", che infine non son le cose da raggiungere a rendere felici, ma il viaggio che si fa per arrivarci. E allora siamo già felici. 

Ma il mondo è un posto strano.

Felicità è un fine sensato, forse l'unico. 
Per l’ovvia, irrefrenabile pulsione a volerla raggiungere anche solo per un po', e poi perché è la panacea dei mali. 
La persona felice infatti non rompe le scatole agli altri, non ruba tempo e armonia, non sottrae energie, non è molesta, e anzi, è estremamente contagiosa.

Ma il mondo è un posto strano, un grande giardino di specchi e se cerchiamo di essere felici non pensando agli altri, la meta sembra diventare irraggiungibile.

Felicità arriva comunque invece, se badiamo a quella altrui: è un colpo che va solo di sponda.

Il mondo è un posto strano.
Complessissimo e semplice, e come una grande carambola, usando il gergo del biliardo. 
E come se i tiri diretti non valessero, tutto funziona solo vivendo di rimbalzo, se curiamo chi abbiamo davanti, chi è vicino, o chi è più debole.
Rivolte lì le cure, quello siamo noi e guariamo. 
E il resto, le preoccupazioni, le lotte, e tutti quei pensieri, è come se non servissero più o meglio non ci fossero mai stati.

Accarezzando, siamo accarezzati, coccolando, ci coccoliamo: provare, funziona.

Il mondo è un posto strano. 
E pure buffo. 
E magico. 
E bellissimo.

sabato 20 maggio 2023

Quando Inviti a Tavola uno Zoppo

Da te posso venire senza
indossare maschere o recitare,
senza svendere neanche
la più piccola parte del mio mondo interiore.
Con te non devo giustificarmi, 
non devo difendermi, 
né dare dimostrazioni.
Ti sono grato perché mi accetti come sono.
Che fare di un amico che mi giudica?
Se invito uno zoppo a tavola,
lo prego di accomodarsi, 
non certo di danzare.

Antoine de Saint-Exupéry 
a Leone Werth, dedicatario de Il piccolo principe

mercoledì 17 maggio 2023

Quante Parole ha la Risposta a Questa Domanda?

È una domanda insidiosa, ma giocando un po' con la matematica possiamo almeno cercare una risposta formalmente corretta, cioè coerente con quello che afferma. 

A queste condizioni, le risposte valide sono molte. La più semplice è: "Una." In questo caso infatti la risposta consiste di una sola parola, proprio come afferma.

Una risposta alternativa è: "Ne ha tre". Che infatti ha tre parole.

E ancora: "La risposta a questa domanda ha otto parole." 

Incredibile e curioso come tre risposte diverse diano tre numeri diversi di parole, ma in realtà siano tutte giuste.

Si possono anche inventare risposte più lunghe, come: "Se mi chiedi quante parole ha la risposta alla tua domanda, ebbene, la mia risposta è che le parole sono ventuno". E cosi via.
Una risposta meno precisa, ma altrettanto valida, è: "Un numero dispari". Le parole di questa risposta sono tre, quindi larisposta è corretta, cosi come sarebbe corretto anche rispondere:
"Un numero dispari di parole".

E se invece delle parole si considerano le lettere? 
Quante lettere ha la risposta a questa domanda?

Anche in questo caso è corretto rispondere "Un numero dispari", infatti la frase ha 15 lettere; ma, allo stesso tempo, è giusta anche la risposta "Un numero pari", frase formata da 12 lettere.

Questa, quindi, è forse l'unica domanda che ammette come risposta sia "Un numero pari" sia "Un numero dispari"!

Insomma, a una domanda del genere si possono trovare tante risposte originali, tutte valide. La più ingenua, e allo stesso tempo disarmante, è però quella che danno spesso i bambini: con le dita della mano, senza dire una parola, mimando col pugno un piccolo zero.

martedì 16 maggio 2023

Mentre Ti Sentivi Solo

Ho immaginato un uomo che morendo, si ritrova improvvisamente al cospetto di Dio il quale gli mostra tutta la sua vita, fotogramma per fotogramma. 
L'uomo ripercorre il suo percorso di vita, tutte le gioie e tutti i suoi dolori e resta colpito dalla presenza delle sue impronte lungo l'intero il cammino. 

A ben guardare, si accorge che in certi tratti c'è un altro paio di impronte a fianco alle sue, ma in altri momenti, invece, cè una sola coppia di impronte sul terreno. 
Così chiede a Dio: 
"A chi appartengono quelle impronte a fianco ai miei passi?" 
«Sono le mie», risponde Dio, «perché ti ho sempre camminato a fianco».

«Allora come mai in alcuni momenti c'è un solo paio di impronte? Mi hai lasciato solo qualche volta, ora che ci penso, ed era proprio quando avevo più bisogno di te». 

«ln quei momenti c'è un solo paio di impronte, è vero, ma non sono tue», risponde Dio, «Sono le mie. Le tue non ci sono infatti, perché in quei momenti, non ti camminavo a fianco, ma ti portavo in braccio». 

lunedì 15 maggio 2023

Finché Non Ce n'è Più

"Non apprezzi davvero il valore del tempo finché non realizzi di non averne più."

È il 1959.

Anthony Burgess, un insegnante di letteratura inglese, crolla a terra durante una delle sue lezioni.

Ricoverato in ospedale, dopo qualche giorno Burgess riceve una notizia devastante: ha un tumore terminale al cervello.

I medici gli danno non più di un anno di vita.

Tutti i suoi sogni e i suoi progetti futuri vengono infranti da quella diagnosi che non gli dà scampo.

Quella condanna a morte, però, fa scattare qualcosa in Burgess.

L'insegnante inglese, in passato, aveva già pubblicato alcuni libri, ma si trattava di un semplice passatempo.

Eppure, negli anni, Anthony si era trastullato con l'idea che in fondo potesse avere il talento per diventare uno scrittore famoso.

Quella speranza, dopotutto, lo aveva aiutato a trascinarsi in una vita che non gli aveva regalato troppe soddisfazioni.

Dimesso dall'ospedale decide allora di lasciare il lavoro per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno.

Quando ti rimane un anno di vita, tutte le scuse che ti sei raccontato fin lì per non fare ciò che ami, all'improvviso sembrano meno spaventose.

Nei successivi 12 mesi, Anthony scrive ben cinque libri e mezzo.

Tra questi, "Arancia meccanica", completato in appena tre settimane e destinato a diventare il suo testo più famoso; testo che ispirerà il regista Stanley Kubrick nella realizzazione dell'omonimo capolavoro cinematografico.

Ma il successo letterario non è nulla rispetto a quello che accade a Burgess al termine del suo anno da scrittore a tempo pieno.

La sua salute, infatti, inizia a migliorare notevolmente, e nuovi esami confermano che la diagnosi originale del tumore non era stato altro che un errore medico.

Eppure, proprio quell'errore che inizialmente era sembrato una condanna a morte, ha restituito a Burgess il coraggio di tornare a vivere davvero.

Quella di Burgess è sicuramente una storia incredibile, ma non è una storia unica.

Che si tratti di vittime scampate ad incidenti mortali, sopravvissuti ad attentati terroristici o malati che ritrovano la salute dopo terribili malattie, spesso queste persone vivono la loro nuova vita con un senso di urgenza, entusiasmo e gratitudine.

Allora significa che questo atteggiamento è già lì, dentro di noi.

Superare certi eventi traumatici può essere il catalizzatore per farlo emergere, ma lui sonnecchia da sempre tra i meandri della mente ed è incredibile quanto possa essere facile procrastinare, invece che provare subito questo senso di urgenza, entusiasmo e gratitudine per l'esistenza per tornare a vivere la vita con intensità! 

sabato 13 maggio 2023

Dopo

Messaggio per chi ha mai detto..."Poi lo faccio!"

Il tempo non si trattiene,
spesso consideriamo la vita come un compito da fare che ci portiamo a casa.

Quando uno guarda e... sono già le sei del pomeriggio.
Quando uno guarda ed è già venerdi.
Quando uno guarda ed è già passato un mese. 
Quando uno guarda ed è già pa un anno. 
Quando uno guarda e già sono passati 40 o 50 anni.
Quando uno guarda e si accorge di aver perso un amico.
Quando uno guarda l'amore della propria vita andarsene e accorgersi che è tardi per tornare indietro.

Non smettere di fare qualcosa che ti piace per mancanza di tempo.
Non smettere di avere qualcuno accanto a te.
Non smettere di goderti la solitudine, se ti piace.

Perché i tuoi figli presto non saranno più tuoi e dovrai fare qualcosa col tempo che resta.

Sforzati di eliminare il "dopo"..
Dopo ti chiamo... 
Dopo vediamo... 
Dopo lo faccio...
Dopo lo dico... 
Dopo cambio...
Ci penso dopo..

Lasciamo tutto per dopo come se il dopo fosse il meglio, perché non capiamo che:
Dopo, il caffè si fredda..
Dopo, le priorità cambiano...
Dopo, I'incanto si perde...
Dopo, il presto si trasforma in tardi... 
Dopo, la malinconia passa...
Dopo, le cose cambiano...
Dopo, i figli crescono...
Dopo, la gente invecchia...
Dopo, le promesse si dimenticano...
Dopo, il giorno diventa notte...
Dopo, la vita arriva al capolinea...

Se possibile, non lasciare niente per dopo, perché nell'attesa del dopo puoi perdere i momenti migliori, le esperienze più belle, gli amici più cari, gli amori indimenticabili...

Dopo potrebbe essere tardi.
Il momento di agire è ora.

Forse a nessuna età dovrebbe essere permesso posticipare tanto, e forse c'è anche tempo per rileggere e comprendere meglio questo messaggio,...e forse è meglio non lasciarlo per dopo.