lunedì 5 giugno 2023

Il Genio che Amava i Piccioni

L’uomo che ha fatto la luce, letteralmente, l’esempio perfetto di una mente brillante che ha vissuto in un mondo che non era pronto per lui. Nato in Serbia nel 1856, ha trasformato il modo in cui vediamo e usiamo l’elettricità, ed era tutto fuorché noioso. Sto parlando di Nikola Tesla. 

Mai sentito parlare della corrente alternata? Sì, quella cosa che fa funzionare praticamente tutto quello che usiamo oggi, dalle lampadine, ai televisori, ai frigoriferi e a qualsiasi altro elettrodomestico. Ebbene, bisogna ringraziare Tesla, come per le trasmissioni radio, per il campo magnetico rotante, e per altri ben 278 brevetti rilasciati in 25 paesi. 
Eppure, nonostante queste enormi scoperte, è anche se il suo nome fu dato all'unità di misura dell'induzione elettromagnetica, l’inventore passò gran parte della sua vita in povertà. Ironico, no?

L’uomo che ha elettrificato il mondo non aveva abbastanza soldi per pagare le bollette.
Tesla, comunque, era anche un vero personaggio. Aveva una memoria fotografica impressionante, parlava otto lingue, lavorava 20 ore al giorno e la cosa più curiosa è che era completamente ossessionato dai piccioni. Sì, amava tanto questi uccelli che, si dice, di uno di questi in particolare, fosse addirittura innamorato. 

Eppure, nonostante tutto, Tesla è rimasto in gran parte dimenticato fino a tempi relativamente recenti. Ecco perché sarebbe il momento di dare a questo genio eccentrico e incompreso il riconoscimento che merita. 
Hollywood, stai ascoltando?

sabato 3 giugno 2023

La Cattedrale

Qua e là degli uomini, col capo chino e le spalle incurvate verso terra, spaccavano grossi frammenti di roccia per ricavare dei blocchi di pietra da costruzione.

Un pellegrino si avvicinò al primo degli uomini.

Lo guardò con compassione. Polvere e sudore lo rendevano irriconoscibile.
“Che cosa fai?”, chiese il pellegrino.
“Non lo vedi?”, rispose l’uomo sgarbatamente, senza neanche sollevare il capo. “Mi sto ammazzando di fatica”.

Si imbatté presto in un secondo spaccapietre.
Era altrettanto stanco, ferito, impolverato.
“Che cosa fai?”, chiese, anche a lui, il pellegrino.
“Non lo vedi? Lavoro da mattina a sera per mantenere mia moglie e i miei bambini”, rispose l’uomo.

Più avanti c’era un terzo spaccapietre.
Era mortalmente affaticato, come gli altri.
“Che cosa fai?” chiese il pellegrino.
“Non lo vedi?”, rispose l’uomo sorridendo con fierezza.
“Sto costruendo una cattedrale“, indicando poco più avanti il cantiere sul quale si affaccendavano tante altre persone e lavoratori tra pietre e colonne. 

In molti sanno cosa, alcuni sanno come, ma il perché ti rende fiero. 
Bruno Ferrero 

mercoledì 31 maggio 2023

I Tratti del Dolore

Lo riconosci subito chi ha avuto già un dolore.
Un dolore vero, grande, qualcosa che segna un prima e un dopo.
Qualcosa che ti ha portato a un centimetro dalla morte, non solo corporale, ma poi non sei morto.
Qualcosa che un secondo prima eri bambina/o e uno dopo ti sei svegliato già grande.
Qualcosa che, anche se passano gli anni, non se ne va e si mostra ogni tanto nei dettagli, in certi sguardi, nella grafia, piccolino ma c’è, è lì e parla con te.

Li riconosci subito quelli che hanno avuto un vero dolore e non perché sono più stronzi, non perché hanno la scorza più dura: io non li sopporto quelli che con la scusa del dolore diventano più cattivi.
No, il vero tratto distintivo di chi ha sofferto per davvero è che, in fondo, è: gentile.
C’è come un velo di clemenza sopra tutti i gesti.

Chi ha sofferto davvero non infierisce mai, non calpesta, sta attento a tutto, osserva.
Se può evita di ferire e se non può, preferisce ferire sé stesso.

martedì 30 maggio 2023

Per Non Arrugginire

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni…
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea d’arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.
Fino a quando sei vivo/a, sentiti vivo/a.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Madre Teresa di Calcutta

domenica 28 maggio 2023

Veltman e l'Ascensore Pieno

Un giorno il fisico olandese Martinus Veltman entrò in un ascensore già pieno di gente.
Quando il pulsante venne premuto, scattò l'allarme che segnalava il superamento del massimo carico consentito.
Dato che Veltman era la persona più pesante nell'ascensore (il fisico, un omone dal carattere pragmatico, era piuttosto largo di girovita), e anche l'ultimo ad essere entrato, tutti gli occhi caddero su di lui.
Chiunque, dotato di buon senso, sarebbe uscito dall'ascensore, borbottando delle scuse imbarazzanti.
Ma Veltman no.
Non era assolutamente disposto a cedere.
Conosceva il principio di equivalenza di Einstein, alla base della relatività generale: una persona in caduta libera non sente il proprio peso.
Quindi, sapeva quello che avrebbe dovuto fare.
"Al mio "sì", premete!", esclamò.
Quindi, spiccò un balzo verso l'alto e subito in aria gridò: "Sì!".
Qualcuno premette il pulsante del piano all'istante e l'ascensore iniziò a salire.
Quando Veltman toccò di nuovo il pavimento, l'ascensore aveva già raggiunto abbastanza velocità da restare in moto...e infatti portò tutti a destinazione. 

sabato 27 maggio 2023

E Si Diventa una Cosa Sola

Te l'hanno mai detto che la natura è la miglior medicina per tutti i mali?

Sentire il canto dell'acqua che scorre nel ruscello, guardare la danza delle foglie che cadono, sentire il profumo avvolgente dei fiori, osservare le meravigliose farfalle, la sintonia dei canti degli uccellini. La natura, i boschi, il verde, i corsi d'acqua, le montagne, sono un paradiso sia d'inverno che d'estate. Un paradiso sulla Terra, dove senti veramente che la vita scorre nelle vene. 
Ti abbandoni completamente e abbracci la natura e la natura abbraccia te. 
E capisci che si diventa una cosa sola.

venerdì 26 maggio 2023

Ucronia e Utopia

Nello spazio e nel tempo si può prendere una laurea oppure imparare a lavorare per qualcuno o fare impresa, ma non si può evadere dalla "prigione" di una visione del mondo che a ben guardare è imposta più o meno a tutti, come con una forma di ipnosi planetaria. 
E non si può utilizzare la stessa visione del mondo che consente di prendere una laurea per liberarsi dall’ipnosi, perché quella visione del mondo fa parte dell'ipnosi. 

Da una qualunque prigione si può teoricamente evadere, ma come si può evadere da sé stessi? Come si può evadere da una visione del mondo?

Si può tentare di evadere, ma il rischio è quello di utilizzare inconsapevolmente la vecchia visione del mondo, perché in fondo è l’unica che si conosce. 
Cosa bisogna fare allora, per riuscire a liberarsi e scendere dalla ruota che gira come quella di un topolino nella gabbia? 

Se la prospettiva da cui si percepisce il mondo è mentale e spazio-temporale (e lo è), allora c'è un solo modo per ingannare i carcerieri: non spostarsi nello spazio e non aspettarsi nulla nel tempo

La prigione è la stessa mente e il suo modo di agire è spazio-temporale. Ogni metodo per uscire dalla mente è mentale esso stesso, pertanto fa ancora parte della trappola dell'ipnosi. 
Ci si può liberare solo fuori dal tempo, in Ucronia (dal greco ou=non cronos=tempo) e fuori dalla spazio, in Utopia (dal greco ou=non topos=spazio), cioè qui e ora. 

Qui e Ora è la soluzione che libera: vivere consapevolmente nel presente.