giovedì 8 giugno 2023

Pensare Meno

Pensare meno serve a curare l’anima. 
È importante.
C'è da imparare a farlo.
Pensare meno non è 
essere superficiali, 
distratti o assenti.
No. 
Pensare di meno vuol dire alleggerire, 
allentar la presa, 
lasciare andare lo sbagliato, 
chiudere porte da troppo spalancate. 
Vivere di più.
Pensare meno vuol dir 
prendersi cura di se stessi, 
far sì che il cuore possa riprender fiato.
Pensare meno
è passeggiarsi dentro, 
prendersi per mano, 
perdersi in una strada qualunque
della felicità
e sentirsi a casa.

mercoledì 7 giugno 2023

Profezia delle Parole

Azzardo una profezia. 
Come adesso stanno sparendo a una a una le edicole, perché nessuno legge più i quotidiani, così in un futuro non tanto lontano (2040, 2050?) spariranno tutte le librerie perché nessuno leggerà più i libri. 
E non finirà qui. 
Arriverà un momento in cui la gente non userà più le parole e per parlare avrà un vocabolario limitato di 500-1000 termini, non sapendo più il significato di tantissimi termini come ad esempio "accidia", "baluginio", "demagogo", "grottesco", "scrupolo", "tabù", volubile", "vulnerabile", "zelo" e così via. 
I dizionari saranno degli oggetti misteriosi e, sfogliandoli, si ignorerà il significato di almeno il 99% delle parole contenute. Sarà il penultimo stadio prima dell'ultimo: il linguaggio fatto di grugniti, emoticon e gesti.

Già adesso questo impoverimento del linguaggio, questa semplificazione del complesso, questa riduzione delle emozioni e dei pensieri a dei puri segni senza un vero significato, sta avvenendo in diversi posti, tra cui Instagram. 

Ho analizzato il profilo di circa 100 spunte blu (vip e influencer) ed è tutto un susseguirsi di: "My favorite place", "Settimana meravigliosa", "Red Passion", "Verso nuove avventure", "Buon risveglio a tutti", "Ready to go",, "L'ora più bella", "Best of these days", "Sunset vibes", "Miami Style", "Details", "Day 3", "Woman in black", "Happy!", "Night out" e così via all'infinito. 
Ho trovato fino a 300 espressioni simili, che rimbalzano da un profilo all'altro di Instagram, creando un villaggio globale del vuoto. 

Sotto una foto in notturna, una influencer scrive "About last night" e questa espressione la troviamo ripetuta in centinaia di altri profili di influencer. 
Si va a Roma e l'unica cosa che si sa dire è "Quanto sei bella #Roma" oppure "Roma città eterna", o "#Napule o sole o mare". 

E' tutto un dire senza esprimere nulla, è un pensare privo di pensieri, è un essere felici non mostrando una vera felicità. 

Loro sono solo l'avanguardia, presto la maggioranza li seguirà, prima sui social, poi nella realtà. Quando? Difficile dirlo, va tutto così veloce oggi, sicuramente prima del nuovo secolo.

Quelli come me che vivono di parole, che sarebbero disposti a difendere una parola - come un re difende il suo popolo - diventeranno una minoranza, emarginata e incomprensibile. Farò la fine dei gettoni del telefono, dei dischi in vinile e delle antiche fotografie in bianco e nero."

lunedì 5 giugno 2023

Il Genio che Amava i Piccioni

L’uomo che ha fatto la luce, letteralmente, l’esempio perfetto di una mente brillante che ha vissuto in un mondo che non era pronto per lui. Nato in Serbia nel 1856, ha trasformato il modo in cui vediamo e usiamo l’elettricità, ed era tutto fuorché noioso. Sto parlando di Nikola Tesla. 

Mai sentito parlare della corrente alternata? Sì, quella cosa che fa funzionare praticamente tutto quello che usiamo oggi, dalle lampadine, ai televisori, ai frigoriferi e a qualsiasi altro elettrodomestico. Ebbene, bisogna ringraziare Tesla, come per le trasmissioni radio, per il campo magnetico rotante, e per altri ben 278 brevetti rilasciati in 25 paesi. 
Eppure, nonostante queste enormi scoperte, è anche se il suo nome fu dato all'unità di misura dell'induzione elettromagnetica, l’inventore passò gran parte della sua vita in povertà. Ironico, no?

L’uomo che ha elettrificato il mondo non aveva abbastanza soldi per pagare le bollette.
Tesla, comunque, era anche un vero personaggio. Aveva una memoria fotografica impressionante, parlava otto lingue, lavorava 20 ore al giorno e la cosa più curiosa è che era completamente ossessionato dai piccioni. Sì, amava tanto questi uccelli che, si dice, di uno di questi in particolare, fosse addirittura innamorato. 

Eppure, nonostante tutto, Tesla è rimasto in gran parte dimenticato fino a tempi relativamente recenti. Ecco perché sarebbe il momento di dare a questo genio eccentrico e incompreso il riconoscimento che merita. 
Hollywood, stai ascoltando?

sabato 3 giugno 2023

La Cattedrale

Qua e là degli uomini, col capo chino e le spalle incurvate verso terra, spaccavano grossi frammenti di roccia per ricavare dei blocchi di pietra da costruzione.

Un pellegrino si avvicinò al primo degli uomini.

Lo guardò con compassione. Polvere e sudore lo rendevano irriconoscibile.
“Che cosa fai?”, chiese il pellegrino.
“Non lo vedi?”, rispose l’uomo sgarbatamente, senza neanche sollevare il capo. “Mi sto ammazzando di fatica”.

Si imbatté presto in un secondo spaccapietre.
Era altrettanto stanco, ferito, impolverato.
“Che cosa fai?”, chiese, anche a lui, il pellegrino.
“Non lo vedi? Lavoro da mattina a sera per mantenere mia moglie e i miei bambini”, rispose l’uomo.

Più avanti c’era un terzo spaccapietre.
Era mortalmente affaticato, come gli altri.
“Che cosa fai?” chiese il pellegrino.
“Non lo vedi?”, rispose l’uomo sorridendo con fierezza.
“Sto costruendo una cattedrale“, indicando poco più avanti il cantiere sul quale si affaccendavano tante altre persone e lavoratori tra pietre e colonne. 

In molti sanno cosa, alcuni sanno come, ma il perché ti rende fiero. 
Bruno Ferrero 

mercoledì 31 maggio 2023

I Tratti del Dolore

Lo riconosci subito chi ha avuto già un dolore.
Un dolore vero, grande, qualcosa che segna un prima e un dopo.
Qualcosa che ti ha portato a un centimetro dalla morte, non solo corporale, ma poi non sei morto.
Qualcosa che un secondo prima eri bambina/o e uno dopo ti sei svegliato già grande.
Qualcosa che, anche se passano gli anni, non se ne va e si mostra ogni tanto nei dettagli, in certi sguardi, nella grafia, piccolino ma c’è, è lì e parla con te.

Li riconosci subito quelli che hanno avuto un vero dolore e non perché sono più stronzi, non perché hanno la scorza più dura: io non li sopporto quelli che con la scusa del dolore diventano più cattivi.
No, il vero tratto distintivo di chi ha sofferto per davvero è che, in fondo, è: gentile.
C’è come un velo di clemenza sopra tutti i gesti.

Chi ha sofferto davvero non infierisce mai, non calpesta, sta attento a tutto, osserva.
Se può evita di ferire e se non può, preferisce ferire sé stesso.

martedì 30 maggio 2023

Per Non Arrugginire

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni…
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea d’arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.
Fino a quando sei vivo/a, sentiti vivo/a.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Madre Teresa di Calcutta

domenica 28 maggio 2023

Veltman e l'Ascensore Pieno

Un giorno il fisico olandese Martinus Veltman entrò in un ascensore già pieno di gente.
Quando il pulsante venne premuto, scattò l'allarme che segnalava il superamento del massimo carico consentito.
Dato che Veltman era la persona più pesante nell'ascensore (il fisico, un omone dal carattere pragmatico, era piuttosto largo di girovita), e anche l'ultimo ad essere entrato, tutti gli occhi caddero su di lui.
Chiunque, dotato di buon senso, sarebbe uscito dall'ascensore, borbottando delle scuse imbarazzanti.
Ma Veltman no.
Non era assolutamente disposto a cedere.
Conosceva il principio di equivalenza di Einstein, alla base della relatività generale: una persona in caduta libera non sente il proprio peso.
Quindi, sapeva quello che avrebbe dovuto fare.
"Al mio "sì", premete!", esclamò.
Quindi, spiccò un balzo verso l'alto e subito in aria gridò: "Sì!".
Qualcuno premette il pulsante del piano all'istante e l'ascensore iniziò a salire.
Quando Veltman toccò di nuovo il pavimento, l'ascensore aveva già raggiunto abbastanza velocità da restare in moto...e infatti portò tutti a destinazione.