giovedì 25 maggio 2023

Perché Vibrare in Alto

La malattia ha una vibrazione di 5,5 Hz, non esiste seriamente sopra i 25,5 Hz.
Le ragioni per avere basse vibrazioni possono essere: stanchezza, paura, tensione nervosa, rabbia. 
Ecco perché occorre vibrare in alto, smettere di guardare costantemente notiziari, anche se per un breve periodo, così che la frequenza vibrante non scenda. 

La frequenza della Terra è 27.4 Hz ma ci sono posti che vibrano in media a livelli inferiori, come ospedali, centri commerciali, bar, locali notturni, carceri, metropolitane, uffici, ecc…

Alcune frequenze di vibrazione tipiche di sensazioni umane:
Dolore da 0.1 a 2 Hz
Paura da 0.2 a 2.2 Hz
Irritazione da 0.9 a 6,8 Hz
Chiasso da 0.6 a 2,2 Hz
Orgoglio 0.8 a Hz
Abbandono 1,5 Hz
Superiorità 1.9 Hz
Gratitudine 150 Hz
Compassione 150 Hz 
Amore: da 205 Hz

Vibrare in alto è davvero molto importante! 

528 Hz, noto come tono 'Miracolo', è un'onda sonora che può causare cambiamenti significativi e straordinari nelle funzioni biologiche. 
È documentato che a tale frequenza si attiva anche la riparazione del DNA.

Vivere - Sorridere - Giocare - Dipingere - Cantare - Suonare - Ballare - Godere della vita - Meditare - Fare Yoga, Taí chi o Qi Gong - Stare al Sole - Godersi la natura - Nutrirsi di cibo che la Terra dona, come semi, grano, cereali, frutti e acqua, aiuta a vibrare più in alto!

Non so ancora cosa sia scientificamente questa vibrazione, e da ingegnere forse mi accanisco a farmi troppe domande, tra cui "è la frequenza di cosa?", ma ammetto la mia ignoranza in materia e il concetto ed il senso qualitativo delle parole sono bellissimi, tanto da andare oltre e voler approfondire...e approfondiró. 

mercoledì 24 maggio 2023

La Parte più Importante

Quando ero piccolo, mia madre mi chiese quale fosse la parte più importante del corpo. Mi piaceva moltissimo ascoltare musica, come ai miei amici del resto. Sul momento pensai che l’udito fosse molto importante per gli esseri umani, così risposi:

– “Le orecchie“.

– “Alcune persone sono sorde, eppure vivono felicemente” – rispose mia madre.

Dopo qualche tempo, mia madre mi rifece la stessa domanda:

– “Qual è la parte più importante del corpo umano?“.

Io intanto ci avevo pensato e credevo di avere la risposta giusta:

– “Vedere è meraviglioso ed è molto importante per tutti, quindi… gli occhi“.

Lei mi guardò e disse:

– “Molti sono ciechi e se la cavano benissimo“.

Pensavo che fosse solo una specie di gioco tra me e mia madre. Poi però un giorno, tristissimo per me, morì mio nonno. Era una persona molto importante per me. L’amavo tantissimo. Ero distrutta dal dolore.

Quel giorno mia madre mi disse:

– “Oggi è il giorno giusto perché tu possa capire la risposta alla domanda. La parte più importante del corpo sono le spalle“.

Sorpresa, dissi:

– “Perché sostengono la testa?”

– “No” – rispose mia madre – “Perché su di esse possono appoggiare la testa gli amici o le persone care quando piangono. Tutti abbiamo bisogno di una spalla su cui piangere, in alcuni momenti della nostra vita“.

Quella volta scoprii quale fosse la parte più importante del mio corpo, perché in quel momento, quella che aveva bisogno di una spalla su cui piangere ero io.

Abbi spalle sempre pronte ad accogliere gli amici e le persone che ami. Potranno dimenticare ciò che dici, potranno dimenticare ciò che fai, ma non dimenticheranno mai le spalle che accolgono il loro dolore.

Bruno Ferrero

martedì 23 maggio 2023

Quando Fa Male Il Corpo

Non è il sale.
Non sono le farine.
Non è la bibita gassata.
Non è lo zucchero.
Non è il cibo.
Non è il glutine.
E non è la postura. 
Sono le tue emozioni!!
Sono le tue decisioni!!

Ti fa male perché non hai ancora imparato a divertirti, perché accumuli vecchi odi e rabbia.
Ti fa male perché ti rifiuti di sviluppare la tua vitalità ed elasticità del corpo, perché lo punisci con dipendenze e immaturità emotiva.

Ti fa male il corpo perché rifiuti il presente e permetti ai ricordi di definirti. 
Ti fa male perché non chiudi i cerchi della vita e ti vesti da vittima nel dramma che hai creato. 
Ti fa male perché ami la ferita che non vuoi guarire.

Ti fa male il corpo perché hai ceduto all'apatia e ti sei lasciato vincere. 
Ti fa male perché hai dubbi di meritare una vita senza traumi e ali per volare. 
Ti fa male perché hai ceduto la tua voce al clan di famiglia.
Ti fa male il corpo perché non vivi in pace.
Ti fa male il corpo perché non hai il coraggio di darti più valore.

Ti fa male perché taci quando devi urlare. Perché incolpi l'amore della tua ossessione di dominare. Perché esigi un rispetto che non osi generare.
Ti fa male il corpo perché confondi una relazione con un ring in cui poterti sfogare.

Ti fa male perché non hai il coraggio di connetterti con la tua divinità. Perché hai paura della libertà.
Ti fa male il corpo perché non ti permetti di ricordare che sei nato per crescere e oltrepassare l'amore che sei già.
Ti fa male il corpo perché non investi in silenzio né fai pace con la tua solitudine e con il tuo buio.

Sei un essere d'amore in continua evoluzione. 
Smettila di incastrarti, frenarti e atrofizzarti. 
Sveglia la tua magia e il tuo potere. 

Fai valere l'amore che sei già.

lunedì 22 maggio 2023

Il Mondo è un Posto Strano

Felicità è argomento che dovrebbe stare a cuore, forse più di ogni altro, eppure è un tema ovvio ma taciuto.
Tra noi chiediamo: 
“Come va?" 
"Il lavoro?” 
”Eh, tiriamo avanti“ oppure “Bene“
Che in gran parte bene poi non è. 

E ”Sei felice?” quando lo chiediamo? Mai. 

Se lo facciamo, lo sguardo ricevuto è tipo:
”Ma che domanda fai?” a metà tra il “Come ti permetti ” e il ”Ma come fai a essere felice in questo obbrobrio?”

D’altronde, se è una domanda che non poniamo mai, come facciamo a pretendere che altri ci rispondano?
Sarebbe interessante invece, rispondere e ancor più poter rispondere sinceramente ”SI", che infine non son le cose da raggiungere a rendere felici, ma il viaggio che si fa per arrivarci. E allora siamo già felici. 

Ma il mondo è un posto strano.

Felicità è un fine sensato, forse l'unico. 
Per l’ovvia, irrefrenabile pulsione a volerla raggiungere anche solo per un po', e poi perché è la panacea dei mali. 
La persona felice infatti non rompe le scatole agli altri, non ruba tempo e armonia, non sottrae energie, non è molesta, e anzi, è estremamente contagiosa.

Ma il mondo è un posto strano, un grande giardino di specchi e se cerchiamo di essere felici non pensando agli altri, la meta sembra diventare irraggiungibile.

Felicità arriva comunque invece, se badiamo a quella altrui: è un colpo che va solo di sponda.

Il mondo è un posto strano.
Complessissimo e semplice, e come una grande carambola, usando il gergo del biliardo. 
E come se i tiri diretti non valessero, tutto funziona solo vivendo di rimbalzo, se curiamo chi abbiamo davanti, chi è vicino, o chi è più debole.
Rivolte lì le cure, quello siamo noi e guariamo. 
E il resto, le preoccupazioni, le lotte, e tutti quei pensieri, è come se non servissero più o meglio non ci fossero mai stati.

Accarezzando, siamo accarezzati, coccolando, ci coccoliamo: provare, funziona.

Il mondo è un posto strano. 
E pure buffo. 
E magico. 
E bellissimo.

sabato 20 maggio 2023

Quando Inviti a Tavola uno Zoppo

Da te posso venire senza
indossare maschere o recitare,
senza svendere neanche
la più piccola parte del mio mondo interiore.
Con te non devo giustificarmi, 
non devo difendermi, 
né dare dimostrazioni.
Ti sono grato perché mi accetti come sono.
Che fare di un amico che mi giudica?
Se invito uno zoppo a tavola,
lo prego di accomodarsi, 
non certo di danzare.

Antoine de Saint-Exupéry 
a Leone Werth, dedicatario de Il piccolo principe

mercoledì 17 maggio 2023

Quante Parole ha la Risposta a Questa Domanda?

È una domanda insidiosa, ma giocando un po' con la matematica possiamo almeno cercare una risposta formalmente corretta, cioè coerente con quello che afferma. 

A queste condizioni, le risposte valide sono molte. La più semplice è: "Una." In questo caso infatti la risposta consiste di una sola parola, proprio come afferma.

Una risposta alternativa è: "Ne ha tre". Che infatti ha tre parole.

E ancora: "La risposta a questa domanda ha otto parole." 

Incredibile e curioso come tre risposte diverse diano tre numeri diversi di parole, ma in realtà siano tutte giuste.

Si possono anche inventare risposte più lunghe, come: "Se mi chiedi quante parole ha la risposta alla tua domanda, ebbene, la mia risposta è che le parole sono ventuno". E cosi via.
Una risposta meno precisa, ma altrettanto valida, è: "Un numero dispari". Le parole di questa risposta sono tre, quindi larisposta è corretta, cosi come sarebbe corretto anche rispondere:
"Un numero dispari di parole".

E se invece delle parole si considerano le lettere? 
Quante lettere ha la risposta a questa domanda?

Anche in questo caso è corretto rispondere "Un numero dispari", infatti la frase ha 15 lettere; ma, allo stesso tempo, è giusta anche la risposta "Un numero pari", frase formata da 12 lettere.

Questa, quindi, è forse l'unica domanda che ammette come risposta sia "Un numero pari" sia "Un numero dispari"!

Insomma, a una domanda del genere si possono trovare tante risposte originali, tutte valide. La più ingenua, e allo stesso tempo disarmante, è però quella che danno spesso i bambini: con le dita della mano, senza dire una parola, mimando col pugno un piccolo zero.

martedì 16 maggio 2023

Mentre Ti Sentivi Solo

Ho immaginato un uomo che morendo, si ritrova improvvisamente al cospetto di Dio il quale gli mostra tutta la sua vita, fotogramma per fotogramma. 
L'uomo ripercorre il suo percorso di vita, tutte le gioie e tutti i suoi dolori e resta colpito dalla presenza delle sue impronte lungo l'intero il cammino. 

A ben guardare, si accorge che in certi tratti c'è un altro paio di impronte a fianco alle sue, ma in altri momenti, invece, cè una sola coppia di impronte sul terreno. 
Così chiede a Dio: 
"A chi appartengono quelle impronte a fianco ai miei passi?" 
«Sono le mie», risponde Dio, «perché ti ho sempre camminato a fianco».

«Allora come mai in alcuni momenti c'è un solo paio di impronte? Mi hai lasciato solo qualche volta, ora che ci penso, ed era proprio quando avevo più bisogno di te». 

«ln quei momenti c'è un solo paio di impronte, è vero, ma non sono tue», risponde Dio, «Sono le mie. Le tue non ci sono infatti, perché in quei momenti, non ti camminavo a fianco, ma ti portavo in braccio».