Un giorno il fisico olandese Martinus Veltman entrò in un ascensore già pieno di gente.
Quando il pulsante venne premuto, scattò l'allarme che segnalava il superamento del massimo carico consentito.
Dato che Veltman era la persona più pesante nell'ascensore (il fisico, un omone dal carattere pragmatico, era piuttosto largo di girovita), e anche l'ultimo ad essere entrato, tutti gli occhi caddero su di lui.
Chiunque, dotato di buon senso, sarebbe uscito dall'ascensore, borbottando delle scuse imbarazzanti.
Ma Veltman no.
Non era assolutamente disposto a cedere.
Conosceva il principio di equivalenza di Einstein, alla base della relatività generale: una persona in caduta libera non sente il proprio peso.
Quindi, sapeva quello che avrebbe dovuto fare.
"Al mio "sì", premete!", esclamò.
Quindi, spiccò un balzo verso l'alto e subito in aria gridò: "Sì!".
Qualcuno premette il pulsante del piano all'istante e l'ascensore iniziò a salire.
Quando Veltman toccò di nuovo il pavimento, l'ascensore aveva già raggiunto abbastanza velocità da restare in moto...e infatti portò tutti a destinazione.