domenica 30 aprile 2023
Quello che Rimane Dentro
sabato 29 aprile 2023
La Leggenda dei Sentimenti
La noia, perennemente stufa, cominciò a sbadigliare e ad attaccare la sua pigrizia a tutti gli altri. Per evitarla, la follia propose a tutti un gioco divertente. “Giochiamo a nascondino”, disse.
L’intrigo si interessò subito alla proposta mentre la curiosità domandò: “Come si gioca a nascondino?”.
La saggezza spiegò che si trattava di un vecchio intrattenimento, bisognava coprirsi il volto e contare fino a un milione mentre gli altri si nascondevano.
Al termine della conta, lo scopo era scovare tutti.
Subito l’entusiasmo e l’euforia iniziarono a saltare. Amavano l’idea del gioco. La loro felicità era tale che persino il dubbio decise di partecipare.
Si unì anche l’apatia, che di solito se ne stava in disparte.
Così il gioco ebbe inizio, e con esso l’origine dei sentimenti.
La follia, sempre più esaltata, si offrì di essere la prima a contare.
E così iniziò: “Uno, due tre…”.
La verità decise di non partecipare, perché non ne vedeva il senso: tanto l’avrebbero trovata comunque.
La superbia disse che il gioco era stupido e che non voleva partecipare.
L’aveva infastidita il fatto che fosse stata la follia a lanciare l’idea, e non lei.
La pigrizia iniziò a correre per nascondersi, ma si stancò subito. Si nascose quindi dietro alla prima roccia che vide.
Il trionfo, diligente come sempre, scelse l’albero più alto e vi si arrampicò per nascondersi tra le sue fronde.
Dietro di lui veniva l’invidia, che approfittò della grande ombra del trionfo per nascondersi sotto di lui.
Nel frattempo, la fede spiccò il volo davanti allo stupore di tutti, andando a nascondersi tra le nuvole. Nessuno poteva crederci, soltanto lei poteva essere capace di una simile cosa.
La generosità, dal canto suo, era preoccupata per quelli che non trovavano un nascondiglio. Si mise dunque ad aiutare gli altri, e per poco non fece in tempo a nascondersi.
L’egoismo, al contrario, trovò il nascondiglio perfetto in una caverna e richiuse l’entrata con degli arbusti, così che nessuno potesse entrarvi.
La follia era emozionata. Continuò a contare fino ad arrivare a un milione. Dopodiché, si scoprì il volto e iniziò a cercare i suoi amici.
La prima a essere scovata fu la pigrizia, che si trovava a due passi.
Poi trovò la passione e il desiderio, che si erano nascosti in fondo a un vulcano.
In seguito trovò la menzogna, talmente bugiarda che le aveva fatto credere di essersi nascosta in acqua, in realtà si trovava nel centro di un arcobaleno.
La follia era sulle tracce della dimenticanza, ma dimenticò dove conduceva quella pista e decise di lasciarla per dopo.
Amore era l’unico che non era riuscito a nascondersi. Quando vide la follia avvicinarsi, si nascose frettolosamente dietro a degli arbusti. La follia, che non era stupida, si disse: “L’amore è così banale che si sarà nascosto sicuramente fra gli arbusti e le rose”. Poiché le rose hanno le spine, la follia si armò di cesoia e iniziò a tagliarle via.
D’improvviso si sentì un urlo di dolore: la follia aveva ferito l’amore agli occhi.
Rammaricata per quanto successo, alla follia non venne altro in mente se non mettersi in ginocchio e chiedergli perdono.
Poiché gli aveva danneggiato la vista, si offrì di fargli da guida da quel momento in poi. Da allora, l’amore è cieco e la follia lo accompagna.
Così finisce la bellissima leggenda, dei sentimenti, che traccia un piccolo quadro divertente di esperienze emotive nelle quali in definitiva tutti in qualche modo prima o poi ci identifichiamo.
Più ho Voglia di Piangere
Quando ho Cominciato ad Amarmi
venerdì 28 aprile 2023
Cintura Nera o Cintura Bianca?
giovedì 27 aprile 2023
Quello che Non Sei
Sei tutti i libri che hai letto, e tutte le parole che dici, sei la tua voce assonnata al mattino ed i sorrisi che provi a nascondere, sei la dolcezza della tua risata, ed ogni lacrima versata, sei il tuo sguardo commosso, sei le canzoni urlate così forte quando ti credevi in solitudine, sei i posti visitati, sei i mille profumi che ricordi, sei la musica che hai dentro, sei tutto ciò che sogni e ciò in cui credi e le persone a cui vuoi bene, che ami, che hai amato e che ti amano, sei le fotografie nella tua stanza ed il futuro che dipingi, e indossi così tanta bellezza ogni mattina, che forse tutto ciò a volte ti sfugge e ti confondi con quello che non sei.
mercoledì 26 aprile 2023
Ai Cavalieri Erranti
martedì 25 aprile 2023
Cos'è la Rabbia
lunedì 24 aprile 2023
Pozioni Prodigiose
domenica 23 aprile 2023
La più Bella Definizione di Nostalgia
Ho assistito al dramma dei miei pazienti, piccole vittime innocenti del cancro. Con la nascita della mia prima figlia, ho cominciato a sentirmi a disagio vedendo la sofferenza dei bambini. Fino al giorno in cui un angelo è passato accanto a me!
Un giorno sono arrivato in ospedale presto e ho trovato il mio angioletto solo nella stanza. Ho chiesto dove fosse la sua mamma. Ancora oggi non riesco a raccontare la risposta che mi diede senza emozionarmi profondamente.
sabato 22 aprile 2023
Le Persone Belle
che guardarle solamente
mette in pace con il mondo,
quelle che in uno sguardo solo
celano tutta l’armonia che esiste, quelle senza spigoli, quelle che della gentilezza fanno il loro abito ogni giorno,
quelle che hanno fatto quasi sempre i conti con il male, optando sempre per il bene,
quelle che da qualsiasi angolo le scruti,
svelano l’immensità che portano di dentro.
venerdì 21 aprile 2023
Con Tutte le Forze
giovedì 20 aprile 2023
Il Segreto della Felicità
mercoledì 19 aprile 2023
Cucire è...
"Si cuce bambina mia. A mano, lentamente. Gustandosi ogni onda creata con le proprie dita."
"Cucire fa allontanare la disperazione?"
"No. Cucendo tu la decori. La guardi in faccia. L'affronti. Le dai forma. L'attraversi. E vai oltre."
"Davvero è così potente cucire a mano?"
"Certo cara. La gente non cuce più e per questo è disperata. Le sarte sanno che con ago e filo puoi affrontare qualsiasi situazione buia riuscendo anche a creare dei meravigliosi capolavori. Mentre muovi le tue mani è come se muovessi la tua anima in modo creativo. Se ti lasci trasportare dal ritmo ripetitivo del rammendo e del ricamo entri in un vero e proprio stato meditativo. Riesci a raggiungere altri mondi. Ed il groviglio di fili emotivi dentro di te si ammorbidisce. Senza fare null'altro.""Cosa s'impara cucendo?"
"Ad affrontare ogni punto. E basta. Senza pensare al punto successivo. Ci si focalizza sul punto presente, ad ogni cucitura. Che poi è quello che ci sfugge nella vita quotidiana. Siamo disperati perché pensiamo sempre al futuro. E così facendo il ricamo diviene disarmonico, confuso, poco curato."
"Si ma nonna... le preoccupazioni e le paure come si fanno a vincere con il cucito?"
"Bambina mia. Non le devi vincere, devi solo accoglierle, e comprenderle. Cucendo tessi la trama della vita con le tue mani, sei tu a creare l'abito adatto a te stessa. Cucendo ti colleghi a quel filo sottilissimo che appartiene a tutta l'umanità e ai suoi misteri. Cucendo ti trasformi in un ragno che tesse la sua ragnatela raccontando silenziosamente al mondo tutti i segreti della vita. Intrecciando i fili, intrecci i tuoi pensieri, le tue emozioni. E ti colleghi al divino che è in te e che tiene in mano l'inizio del filo."
martedì 18 aprile 2023
La Storia dell'Uovo d'Aquila
L’uovo si schiuse contemporaneamente a quelle della covata, e l’aquilotto crebbe insieme ai pulcini.
Per tutta la vita l’aquila fece quel che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro. Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro.
Trascorsero gli anni, tanti, e l’aquilotto divenne vecchio. Un giorno vide sopra di sé, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d’aria, muovendo appena le robuste ali dorate.
Il vecchio aquilotto alzò lo sguardo, stupito. “Chi è quello?” chiese. “E’ l’aquila, il re degli uccelli”, rispose il suo vicino. “Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perché siamo polli.”
E così quell’aquilotto visse e morì come un pollo, perché pensava di essere tale.
A volte mi chiedo se siamo più aquile o più polli.
lunedì 17 aprile 2023
Alimentazione per le Prestazioni Sportive
- “Che cosa sarebbe meglio mangiare prima dell'allenamento o della competizione?
- Qual è il momento migliore per mangiare prima della gara, che cosa e in che quantità?”
- Avrai una maggior efficienza atletica, cioè migliorerai le tue prestazioni;
- Ti sentirai più forma e scattante, rispetto ad altre cose o diete più o meno improvvisate al momento;
- Ritarderai il più possibile l’arrivo della stanchezza, anche nel caso di attività intense;
- Cosa più importante e spesso molto trascurata, recupererai molto più velocemente.
- Prima della gara (dell’allenamento, della partita o della competizione)
- Durante la gara (l’allenamento, la partita o la competizione)
- Dopo la gara (l’allenamento, la partita o la competizione)
- Cerca di fare pasti leggeri a base di carboidrati semplici.
- Pochi grassi perché verrebbero digeriti troppo lentamente.
- Non troppe proteine perché tendono ad abbassare il PH del sangue rendendolo acido, avvicinando tra l’altro la sensazione di fatica (evitare carne rossa in particolare).
- Non alimentarti all’ultimo minuto e soprattutto con cibi cui non sei abituato per evitare l’effetto ingolfamento e il rallentamento dei riflessi e della mobilità in genere.
- Evita, se possibile, alimenti che possono causare eccessiva fermentazione nell’organismo (cipolle, cavoli, legumi) e che possono dare sensazione di gonfiore e pesantezza.
- Evita, se possibile, eccessivi condimenti con spezie e salse (aumentano l’acidità).
- Bevi in modo equilibrato acqua, succhi di frutta, latte ed evita bevande alcoliche (hanno effetti depressivi). Cerca di bere spesso, anche se non ne senti il bisogno, fino a 2 l di acqua al giorno.
- Evita se possibile, per una maggiore stabilità nervosa, anche bevande eccitanti (caffè, te, ginseng, ecc…).
- Attenzione allo zucchero (saccarosio) e a cibi e bevande zuccherine, consumati in dosi eccessive prima della prestazione, richiamano insulina nel sangue, facendo diminuire drasticamente la glicemia e provocando un calo prematuro delle risorse energetiche. Sarebbero da preferire fruttosio, glucosio o maltodestrine che non alterano sensibilmente la glicemia permettendo un’efficienza fisica più prolungata, oppure amidi (riso, pane,…).
- Sempre per qualsiasi sportivo: integra l’alimentazione almeno con sali minerali (frutta e verdura) e vitamina C (es: mirtilli, fragole, agrumi, kiwi, frutta in generale o integratori) per ridurre l’effetto dell’acidosi, dei radicali liberi e prevenire possibili contratture.
Come si fa quindi a ricaricare in fretta i muscoli?
Un Consiglio in Più
domenica 16 aprile 2023
Le Radici della Vittoria
Ho deciso per questo motivo che non potevo non condividerla.
“Tanto tempo fa, due tribù erano sul punto di entrare in guerra per un pezzo di terra, quando il primo capo ebbe un’idea.
Invece di combattere, i suoi eroi si sarebbero cimentati in una gara di tiro con l’arco. I vincitori avrebbero ottenuto la terra e nessuno si sarebbe fatto male.
In questo modo appianarono la disputa e, cosa più importante, i due capi divennero ottimi amici e le tribù non si fecero mai più la guerra.”
Sembra una favoletta, vero?
Eppure questa leggenda racconta di come lo sport ha sempre svolto un ruolo fondamentale nella vita dei popoli. Gli antichi greci lo sapevano; anche i romani amavano lo sport; lo spettacolo eccitante (e raccapricciante) dei gladiatori che misuravano le proprie capacità l’uno contro l’altro ha entusiasmato il pubblico per tutto il periodo dell’Impero Romano.
Poi nel Medio Evo, le giostre dei cavalieri e i tornei di tiro con l’arco erano le principali attrazioni dei sontuosi spettacoli che si tenevano annualmente. Più tardi furono inventati giochi come il rugby, il cricket, il calcio, il volley, il basket e tanti altri che oggi richiamano enormi folle di sostenitori.
Inoltre, l’orgoglio nazionale è strettamente collegato ai meriti sportivi di una nazione. Dai, non dirmi che anche tu non ti senti meglio quando gli “eroi sportivi” del nostro paese si comportano egregiamente!
Magari fosse possibile organizzare un duello quando due nazioni si trovano sull’orlo di una guerra!
Pensa che bello se, invece di mobilitare ingenti fondi, armamenti e soldati, Bush avesse sfidato Bin Laden ad una corsa nei sacchi! Oppure se i migliori atleti iraniani, egiziani o arabi, avessero sfidato i migliori atleti americani a braccio di ferro! Se vincono gli Stati Uniti, quest’anno avranno diritto a qualche barile di petrolio in più, ma se vincono gli Arabi, tanti nuovi istituti e scuole saranno costruiti a spese americane nei territori arabi.
Purtroppo questo non succede e ci inventiamo le migliori scuse quando i nostri campioni non vincono una competizione importante:
Il governo non stanzia fondi sufficienti, i nostri amministratori sono troppo antiquati e legati alla burocrazia, non possiamo permetterci strutture al passo coni tempi, non paghiamo abbastanza i nostri atleti migliori, non “laviamo il cervello” ai nostri giovani più promettenti e non li priviamo di un’infanzia “normale”.
Le scuse possono essere davvero infinite. Ma sono valide?
Forse alcune lo sono. L’uva è acerba? Chissà, non l’abbiamo mai assaggiata!
Però in questo modo è come se ci arrendessimo prima di aver combattutto.
Lo sport è davvero importante, però, anche se molto spesso ce ne dimentichiamo.
Perché? Perché ha in sé qualcosa di così importante che persino il denaro ed il tempo impallidiscono al confronto:
Orgoglio, Passione, Spirito agonistico, Senso della conquista, Spirito di squadra.
In breve, è il nostro atteggiamento nei confronti della vittoria o della sconfitta.
E’ questo che può fare veramente la differenza, in campo, ma anche fuori dal campo!!!
E come diceva lo scrittore M.Scott Peck:
“Se ti arrendi senza aver mai vinto, resterai quello
che eri all ‘inizio: un perdente”
sabato 15 aprile 2023
Non Guardare il Tabellone
E cosa fai in quei momenti?
In parecchi casi, ti viene spontaneo guardare il tabellone del punteggio…e spesso cadere nel vortice delle preoccupazioni è immediato, così come cadere in uno stato di ansia per la paura di perdere.
Cosa fare allora?
A questo proposito, mi piace molto l’atteggiamento e la mentalità di Dan Peterson che, anche se riferito al basket, credo proprio si adatti a qualsiasi sport.
Lo riporto integralmente.
"Il tabellone crea ansia.
Io non lo guardavo mai.
Dicevo ai miei: ”Ehi, non guardate il tabellone!
Guardate i miei occhi! I miei occhi sono il tabellone. Non ho bisogno di guardare lì per sapere il punteggio. Lo so già.
Ma se noi giochiamo a pallacanestro, il tabellone dirà la verità alla fine. Non importa il punteggio. Non importa il tempo che manca. Non importano i falli.
Importa ciò che facciamo noi in campo!”
Negli ultimi minuti — sopra, sotto o pari — dicevo sempre:
"C’è molto tempo da giocare”. Così toglievo paura.
Sopra? Molto tempo? OK, continuiamo a giocare!
Sotto? Molto tempo? OK, continuiamo a giocare!
E non ho mai avuto paura degli ultimi minuti.
Non andavano lenti quando eravamo sopra; non andavano veloci quando eravamo sotto. Tutto normale. Molto tempo da giocare. Quindi, niente ansia. Niente panico. Sono io il tabellone!
Ridurre un grande problema (essere sotto in trasferta con poco tempo da giocare) ad un problema più piccolo (un rimbalzo, una rimessa, un gioco) si chiama ”comportamentalizzazione”.
Più facile fare 5 passi normali che un balzo lunghissimo. Eliminare la preoccupazione del tabellone aiuta. Intanto, tutti sanno il punteggio. Tutti danno un’occhiata. Ma non bisogna preoccuparsi oltre ogni limite della situazione e drammatizzarla.
Questa è mentalità vincente."
venerdì 14 aprile 2023
Assenza
giovedì 13 aprile 2023
Mentalità Vincente
Beh, anche a me!
Sicuramente sai cosa significa quel senso di scoramento che ti attanaglia e ti costringe ad aver paura di sbagliare la prossima mossa e certe volte ad aver timore di muoverti ancora. Eppure, pensavi di farcela, altre volte ce l’avevi fatta, anche con avversari più ostici!
Vedi altri riuscire dove tu sbagli! …ma come fanno?
Ho affrontato tante difficoltà nella mia vita, sicuramente come te e come tutti, ma ho desiderio di condividere alcuni pensieri nella speranza possano essere utili anche ad altri che, come è già capitato a me, a volte cercano di guadare la palude nel tentativo di raggiungere l’altra sponda.
Praticando attività sportiva, forse ti sarai già accorto che la tecnica è una risorsa estremamente importante per riuscire in qualsiasi disciplina. Ma esistono delle risorse insostituibili dentro ognuno di noi che è altrettanto fondamentale conoscere e non sottovalutare mai.
Sto parlando ad esempio di emozioni e di fiducia in se stessi come risorse insostituibili per insinuare il seme della vittoria in qualunque settore sportivo, …ma anche nella vita.
Il potere della mente, l’immaginazione, i sentimenti, fanno parte imprescindibile della nostra vita e del nostro modo di essere, avendo un ruolo dominante in ogni attività.
Riuscire a prendere in considerazione questi aspetti nella tua vita sportiva, diventarne consapevoli e volgerli a tuo vantaggio significa veramente fare la differenza tra la sconfitta e la vittoria.
Lo studio, la preparazione accurata, la tecnica, l’allenamento continuo e la tattica sono fondamentali nello sport come nella vita, ma c’è qualcosa che va oltre, che ti mette in grado a volte, nonostante le aspettative, di compiere l’impresa, quella che nessuno si aspettava, neanche tu stesso! Vincere!
Lo sport di cui sono appassionato, o forse dovrei dire malato, la pallavolo, mi ha insegnato a desiderare di raggiungere obiettivi per me sempre più importanti, a conoscere i miei limiti e le mie potenzialità e soprattutto a credere in me e negli altri, a confrontarmi con i compagni di squadra, e a condividere con loro sacrifici e soddisfazioni, acquisendo una sensibilità ed un atteggiamento di cui risentono positivamente tutti i rapporti umani che la vita di ogni giorno mi propone, perché non sono tanto importanti i “colpi” che tiri, quanto piuttosto il tuo personalissimo modo di reagire ai “colpi” della vita che può fare di te una persona migliore!
E dopo tanti anni di attività credo di poter dire che è questo, solo questo che ti trasforma in un vincente!
E’ come reagisci che ti definisce, nient’altro!
Lo sport, ma così anche la vita, è secondo me proporsi delle mete, prepararsi e lottare per raggiungerle …e poi? E poi porsene di nuove.
Perché, anche se la meta sembra lontana, difficile, inarrivabile, non sarà tanto il raggiungerla esattamente nel modo in cui volevi che ti darà il successo, quanto i muscoli e l’atteggiamento che svilupperai nell’affrontare con tutto te stesso le prove che essa comporta, che ti trasformeranno letteralmente in un vincente!
Perché sarai così allenato per affrontare la prossima.
Un antico proverbio cinese dice:
“L’uomo è figlio dell’ostacolo”
…perché?
All’inizio ci ho messo un po’ a capirlo, ma ora so che è solo nell’ostacolo che ritrovi te stesso, un nuovo te stesso ogni volta, perché senza difficoltà, senza sfide l’uomo non può vivere! …Semplicemente perché non puoi rinunciare a crescere!
Quando non sarai più stimolato a decidere di proporti una nuova meta, potrai dire che solo allora è sopraggiunta la vecchiaia. Perciò, finché il buon Dio ti da’ salute e finché puoi, non appendere mai le scarpe al chiodo! Non rinunciare mai ad una nuova sfida!
Il fatto che tu sia qui a leggere queste poche righe, mi dice che anche tu, come me, stai cercando di migliorarti, di crescere per dimostrare a te stesso che ce la puoi fare, che non sei un pappamolla come a volte lo sono quegli “pseudo-amici” che si mettono a ridere quando gli dici che vuoi riuscire a saltare 20 cm di più, ad aumentare l’elasticità, a dimagrire 10 kg, a smettere di fumare, a trovare il lavoro dei tuoi sogni, a guadagnare il doppio o comunque a fare meglio, a fare di più, a diventare una persona migliore e ad armarti di santa pazienza per affrontare sacrifici e mettere quei primi mattoncini per costruire la tua muraglia, per fare quei piccoli, costanti e instancabili passi che ti porteranno alla meta …e poi a vincere!
Qualcuno, rimasto purtroppo anonimo, circa duemila anni fa, aveva scritto su un piccolo ma denso e poco conosciuto libretto chiamato “L’imitazione di Cristo”, una frase come questa (poi attribuita erroneamente a un sacco di altra gente anche dei nostri tempi):
“Pensa come se fossi eterno, e comportati come se dovessi render conto stanotte di tutta la tua vita!”
Beh! Mi fa sentire vivo! …e aveva davvero ragione! Ne vale davvero la pena!
Ed è proprio lo sport (sano) uno dei migliori maestri di vita, perché è ancora una delle poche cose assolutamente più democratiche e meritocratiche che ci siano, e ti insegna che se hai impegnato tutto te stesso in un’impresa, sarai premiato comunque, anche in quella che al momento appare una sconfitta, ma che è sempre un passo necessario, spesso indispensabile, per la crescita.
Per questo non devi aver mai paura di cadere!
Perché rialzarsi significa credere, migliorarsi, crescere. Perché già avere la forza di rialzarsi significa vincere!
Mettitelo bene in testa: purché rispetti l’etica umana, qualsiasi sport tu faccia e qualsiasi cosa tu decida di fare nella vita, puoi farcela!
Perché dentro di te c’è una forza vincente, ed è come se ti “condannasse” a vincere!
mercoledì 12 aprile 2023
Numero 1 nello Sport...e nella Vita
Immagina allora una piramide:
Alla base, si trovano tutti quelli che fanno sport un po’…per sport. Praticano sport per divertimento, nei tornei misti della domenica. Un po’ ci si allena, un po’ ci si diverte, un po’ si va fuori a mangiare pesce il venerdì sera. Non c’è niente di sbagliato e niente da biasimare in tutto ciò, è uno dei tanti modi di vivere lo sport. La gara è una parentesi tra una risata e l’altra. Il risultato non ha grossa importanza. Queste persone non cercano di migliorare ma al massimo di conservare la forma, il giusto compromesso tra fatica e divertimento.
Se qui non ti ritrovi, allora puoi provare a salire un po’:
A questo livello troverai i giocatori che vivono ai margini della vittoria. Si allenano e lavorano duramente ma purtroppo il loro livello non è mai all’altezza. Probabilmente hanno le migliori scarpe tecniche sul mercato ma quando si tratta di entrare in campo e dimostrare potrebbero essere scalzi. Sono spinti da forte passione, unico motivo che ancora li tiene in palestra, ma sono dominati dalla paura di sbagliare e quindi difficilmente miglioreranno.
Se nemmeno a questa altezza ti ritrovi puoi salire ancora un po’:
Qui troverai
buoni giocatori, che lavorano duramente e non sono preoccupati di sbagliare perché il loro obiettivo è migliorare. In gara se devono prendere una decisione la prendono senza preoccuparsi delle conseguenze, l’importante è fare la scelta migliore tra quelle disponibili. Non hanno talento infinito, ma il loro coraggio e la loro costanza li rende dei giocatori forti e abili. Hanno vinto molti trofei e premi personali e sono sempre d'esempio.
Se ancora non ti rivedi in questi atleti, allora sei un talento che sta sulla punta:
Qui hai la fortuna di ritrovare in te doti fisiche eccezionali e la bravura di incentivarle quotidianamente con il duro lavoro e la fatica. Spesso le giocate ti vengono da ispirazione divina e il tuo gioco è fluido e sempre ispirato. Sei uno di quei pochi giocatori al mondo che fanno le cose con facilità ed è un gusto vederti giocare.
Nella mia personale scala, però, c’è un piano in più nella piramide: le fondamenta.
In questa zona, ci sono certi giocatori che non si notano, non si vedono ma sono i più importanti. Forse non sono i più talentuosi ma sono quelli da cui potrai imparare di più nello sport e nella vita, ed ecco perché:
- Le loro decisioni non sono mai azzardate ma ponderano la situazione, le condizioni, i tempi e le persone.
- Hanno l’ottimismo disegnato in faccia, sanno cos’è la compassione, sanno perdere e sanno vincere. sanno quando perdere è una vittoria.
- Ti fanno sentire a tuo agio con loro, non sono troppo mielosi ne’ fanno sentire il loro livello superiore, sono i migliori maestri per te.
- Fanno sempre la cosa giusta al momento giusto: mai frasi fuori luogo, mai sottomessi ma mai oppressivi e offensivi. Non ricercano il successo ma perseguono i loro ideali di integrità, umiltà, lealtà, onestà, disponibilità, pazienza, perseveranza.
- Dividono i propri successi come merito di tutti e si incolpano delle sconfitte degli altri.
- Non si preoccupano di quanti palloni schiacciano a partita, ma di quanti punti riescono a fare coi palloni a disposizione.
- Non giocano qualche pallone da 10 e lode, ma ogni pallone almeno da 6!
- Non si lamentano mai.
- Sono i primi ad arrivare all’allenamento, gli ultimi ad andarsene, e raccolgono i palloni. Tutti gli esercizi sono accolti col sorriso e in tutti danno sempre il massimo.
- Non incolpano gli altri per i loro errori, non cercano mai giustificazioni e alibi.
- Individuano il problema e non il risultato negativo e sono sempre propositivi.
- Anche quando non sono d’accordo con le strategie del proprio allenatore si adoperano a svolgere il compito al massimo e cercano di comprenderlo. In separata sede, privatamente, chiedono chiarimenti.
- Non sparlano del tecnico e dei compagni con altri membri dentro o fuori la squadra. La lealtà e la chiarezza sono i loro cardini.
- Si fanno portavoce del gruppo quando qualcuno viola le regole o se altri si comportano scorrettamente.
- Quando un proprio compagno sbaglia un colpo sono i primi a rincuorarlo e a rassicurarlo. Con loro la fiducia non manca mai.
- Amano la pallavolo come sport, come impegno. Non seguono soldi, gloria, successo, ma spesso arrivano come conseguenza della loro passione e del loro impegno.
- Imparano da ogni situazione.
- Non criticano il coach per questioni personali. Se giocano o no è solo una questione con se stessi e il proprio rendimento.
- L’allenatore crede in loro e parla spesso con loro perché essi sono ricettivi, attenti, desiderosi di assecondare le richieste.
- La loro attenzione è massima. Osservano, studiano, ricordano con precisione.
- Hanno la motivazione ricamata dentro, non necessitano di stimoli esterni.
- Non chiedono mai di riposare.
- Non mollano mai.
- Il loro stile è contagioso.
- Mantengono con il loro sguardo il livello dell’allenamento alto.
- Non hai bisogno di riprenderli perché sanno già dove hanno sbagliato.
- La loro voce si sente sempre fino alla fine della gara, vinta o persa che sia.
- Hanno sempre un sorriso per tutti.
- Gli infortuni sono carichi di lavoro supplementare da svolgere, non scuse per limitare il lavoro o sospendere l’allenamento. Gli infortuni non riescono a togliere il sorriso dalla loro espressione.
- Imparano da tutto e da tutti.
Ho visto squadre di fenomeni perdere perché prive di questi elementi, ho visto squadrette divenire corazzate per la presenza di uno o due di loro.
Tutti possiamo andare alle fondamenta perché non si parla solo di talento, di qualità fisiche, di prestazioni, ma della persona che porti con te prima dell’atleta.
Non dipende dalla fortuna ma da noi stessi, dalle nostre scelte quotidiane, da ciò che vogliamo essere nelle cose importanti, i valori, gli ideali, il nostro modo di vivere lo sport.
Non importa il livello, ma essere veri campioni, Numeri 1!
martedì 11 aprile 2023
Divario
Sarebbe meglio ridurre il divario.



