Quando ho letto questa storia sono rimasto esterrefatto, non tanto per il contenuto tutto sommato molto semplice, ma per il modo con il quale viene enfatizzata splendidamente l’importanza dello sport fin dalle sue più antiche origini.
Ho deciso per questo motivo che non potevo non condividerla.
“Tanto tempo fa, due tribù erano sul punto di entrare in guerra per un pezzo di terra, quando il primo capo ebbe un’idea.
Invece di combattere, i suoi eroi si sarebbero cimentati in una gara di tiro con l’arco. I vincitori avrebbero ottenuto la terra e nessuno si sarebbe fatto male.
In questo modo appianarono la disputa e, cosa più importante, i due capi divennero ottimi amici e le tribù non si fecero mai più la guerra.”
Sembra una favoletta, vero?
Eppure questa leggenda racconta di come lo sport ha sempre svolto un ruolo fondamentale nella vita dei popoli. Gli antichi greci lo sapevano; anche i romani amavano lo sport; lo spettacolo eccitante (e raccapricciante) dei gladiatori che misuravano le proprie capacità l’uno contro l’altro ha entusiasmato il pubblico per tutto il periodo dell’Impero Romano.
Poi nel Medio Evo, le giostre dei cavalieri e i tornei di tiro con l’arco erano le principali attrazioni dei sontuosi spettacoli che si tenevano annualmente. Più tardi furono inventati giochi come il rugby, il cricket, il calcio, il volley, il basket e tanti altri che oggi richiamano enormi folle di sostenitori.
Inoltre, l’orgoglio nazionale è strettamente collegato ai meriti sportivi di una nazione. Dai, non dirmi che anche tu non ti senti meglio quando gli “eroi sportivi” del nostro paese si comportano egregiamente!
Magari fosse possibile organizzare un duello quando due nazioni si trovano sull’orlo di una guerra!
Pensa che bello se, invece di mobilitare ingenti fondi, armamenti e soldati, Bush avesse sfidato Bin Laden ad una corsa nei sacchi! Oppure se i migliori atleti iraniani, egiziani o arabi, avessero sfidato i migliori atleti americani a braccio di ferro! Se vincono gli Stati Uniti, quest’anno avranno diritto a qualche barile di petrolio in più, ma se vincono gli Arabi, tanti nuovi istituti e scuole saranno costruiti a spese americane nei territori arabi.
Purtroppo questo non succede e ci inventiamo le migliori scuse quando i nostri campioni non vincono una competizione importante:
Il governo non stanzia fondi sufficienti, i nostri amministratori sono troppo antiquati e legati alla burocrazia, non possiamo permetterci strutture al passo coni tempi, non paghiamo abbastanza i nostri atleti migliori, non “laviamo il cervello” ai nostri giovani più promettenti e non li priviamo di un’infanzia “normale”.
Le scuse possono essere davvero infinite. Ma sono valide?
Forse alcune lo sono. L’uva è acerba? Chissà, non l’abbiamo mai assaggiata!
Però in questo modo è come se ci arrendessimo prima di aver combattutto.
Lo sport è davvero importante, però, anche se molto spesso ce ne dimentichiamo.
Perché? Perché ha in sé qualcosa di così importante che persino il denaro ed il tempo impallidiscono al confronto:
Orgoglio, Passione, Spirito agonistico, Senso della conquista, Spirito di squadra.
In breve, è il nostro atteggiamento nei confronti della vittoria o della sconfitta.
E’ questo che può fare veramente la differenza, in campo, ma anche fuori dal campo!!!
E come diceva lo scrittore M.Scott Peck:
“Se ti arrendi senza aver mai vinto, resterai quello
che eri all ‘inizio: un perdente”
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