mercoledì 19 aprile 2023

Cucire è...

"Nonna, cosa si fa se si è disperati?"
"Si cuce bambina mia. A mano, lentamente. Gustandosi ogni onda creata con le proprie dita."
"Cucire fa allontanare la disperazione?"
"No. Cucendo tu la decori. La guardi in faccia. L'affronti. Le dai forma. L'attraversi. E vai oltre."
"Davvero è così potente cucire a mano?"
"Certo cara. La gente non cuce più e per questo è disperata. Le sarte sanno che con ago e filo puoi affrontare qualsiasi situazione buia riuscendo anche a creare dei meravigliosi capolavori. Mentre muovi le tue mani è come se muovessi la tua anima in modo creativo. Se ti lasci trasportare dal ritmo ripetitivo del rammendo e del ricamo entri in un vero e proprio stato meditativo. Riesci a raggiungere altri mondi. Ed il groviglio di fili emotivi dentro di te si ammorbidisce. Senza fare null'altro."
"Cosa s'impara cucendo?"
"Ad affrontare ogni punto. E basta. Senza pensare al punto successivo. Ci si focalizza sul punto presente, ad ogni cucitura. Che poi è quello che ci sfugge nella vita quotidiana. Siamo disperati perché pensiamo sempre al futuro. E così facendo il ricamo diviene disarmonico, confuso, poco curato."
"Si ma nonna... le preoccupazioni e le paure come si fanno a vincere con il cucito?"
"Bambina mia. Non le devi vincere, devi solo accoglierle, e comprenderle. Cucendo tessi la trama della vita con le tue mani, sei tu a creare l'abito adatto a te stessa. Cucendo ti colleghi a quel filo sottilissimo che appartiene a tutta l'umanità e ai suoi misteri. Cucendo ti trasformi in un ragno che tesse la sua ragnatela raccontando silenziosamente al mondo tutti i segreti della vita. Intrecciando i fili, intrecci i tuoi pensieri, le tue emozioni. E ti colleghi al divino che è in te e che tiene in mano l'inizio del filo."

Elena Bernabè

martedì 18 aprile 2023

La Storia dell'Uovo d'Aquila

Un uomo trovò un uovo d’aquila e lo mise nel nido di una chioccia.
L’uovo si schiuse contemporaneamente a quelle della covata, e l’aquilotto crebbe insieme ai pulcini.
Per tutta la vita l’aquila fece quel che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro. Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro.
Trascorsero gli anni, tanti, e l’aquilotto divenne vecchio. Un giorno vide sopra di sé, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d’aria, muovendo appena le robuste ali dorate.
Il vecchio aquilotto alzò lo sguardo, stupito. “Chi è quello?” chiese. “E’ l’aquila, il re degli uccelli”, rispose il suo vicino. “Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perché siamo polli.”
E così quell’aquilotto visse e morì come un pollo, perché pensava di essere tale.

A volte mi chiedo se siamo più aquile o più polli. 

lunedì 17 aprile 2023

Alimentazione per le Prestazioni Sportive

Stai per prendere parte ad una competizione sportiva? Stasera hai una partita importante? Hai un allenamento?

Ti è mai capitato di chiederti in queste circostanze:
  • “Che cosa sarebbe meglio mangiare prima dell'allenamento o della competizione? 
  • Qual è il momento migliore per mangiare prima della gara, che cosa e in che quantità?”
Bene, non sarà legge, ma posso garantirti che con queste semplici indicazioni andrai alla grande!

Le ho apprese in tanti anni di attività sportiva, anche intensa, da alcuni medici nutrizionisti e preparatori sportivi, e a queste ormai mi attengo da diversi anni con risultati più che soddisfacenti. 


I 4 vantaggi principali di queste semplici indicazioni:
  1. Avrai una maggior efficienza atletica, cioè migliorerai le tue prestazioni;
  2. Ti sentirai più forma e scattante, rispetto ad altre cose o diete più o meno improvvisate al momento;
  3. Ritarderai il più possibile l’arrivo della stanchezza, anche nel caso di attività intense;
  4. Cosa più importante e spesso molto trascurata, recupererai molto più velocemente.

Ci sarebbe da parlarne per ore, ma ho cercato di fare un condensato, pensando in particolare ad una gara o a un allenamento, previsti in serata, come in genere accade per la pallavolo, ma anche per il calcio, la pallacanestro e altri sport.

Le Fasi Fondamentali di ogni attività sportiva

Ogni sport competitivo ha le seguenti tre fasi importanti con cui devi fare i conti:
  • Prima della gara (dell’allenamento, della partita o della competizione)
  • Durante la gara (l’allenamento, la partita o la competizione)
  • Dopo la gara (l’allenamento, la partita o la competizione)



Linee Guida Generali per il Giorno di Gara
  • Cerca di fare pasti leggeri a base di carboidrati semplici.
  • Pochi grassi perché verrebbero digeriti troppo lentamente.
  • Non troppe proteine perché tendono ad abbassare il PH del sangue rendendolo acido, avvicinando tra l’altro la sensazione di fatica (evitare carne rossa in particolare).
  • Non alimentarti all’ultimo minuto e soprattutto con cibi cui non sei abituato per evitare l’effetto ingolfamento e il rallentamento dei riflessi e della mobilità in genere.
  • Evita, se possibile, alimenti che possono causare eccessiva fermentazione nell’organismo (cipolle, cavoli, legumi) e che possono dare sensazione di gonfiore e pesantezza.
  • Evita, se possibile, eccessivi condimenti con spezie e salse (aumentano l’acidità).
  • Bevi in modo equilibrato acqua, succhi di frutta, latte ed evita bevande alcoliche (hanno effetti depressivi). Cerca di bere spesso, anche se non ne senti il bisogno, fino a 2 l di acqua al giorno.
  • Evita se possibile, per una maggiore stabilità nervosa, anche bevande eccitanti (caffè, te, ginseng, ecc…).
  • Attenzione allo zucchero (saccarosio) e a cibi e bevande zuccherine, consumati in dosi eccessive prima della prestazione, richiamano insulina nel sangue, facendo diminuire drasticamente la glicemia e provocando un calo prematuro delle risorse energetiche. Sarebbero da preferire fruttosio, glucosio o maltodestrine che non alterano sensibilmente la glicemia permettendo un’efficienza fisica più prolungata, oppure amidi (riso, pane,…).
  • Sempre per qualsiasi sportivo: integra l’alimentazione almeno con sali minerali (frutta e verdura) e vitamina C (es: mirtilli, fragole, agrumi, kiwi, frutta in generale o integratori) per ridurre l’effetto dell’acidosi, dei radicali liberi e prevenire possibili contratture.

Colazione
Va fatta sempre e dovrebbe anche essere abbondante. E’ la prima attività “sportiva della giornata” es: latte o yogurt, pane e marmellata o miele, spremuta e/o frutta, anche secca.

Spuntino
Consigliabile a metà mattinata (spremuta o un frutto o anche un piccolo panino o mezza banana).

Pranzo
A base prevalente di carboidrati, pasta, pane, qualche ortaggio o verdura, un frutto limitando eccessivi condimenti. Dolci, con molta moderazione (evita creme, panna e grassi eccessivi)…se glissi è meglio.

Razione di attesa
E’ lo spuntino pre-gara, da consumare da 2½ a 3½ h prima della competizione. Sarebbe bene assumere uno spuntino consistente, ma molto leggero (pane e miele, o un piccolo dolce (es: mezza crostatina o biscotto), o una banana + un succo di frutta) per non arrivare al match con i morsi della fame. Bevi.

Durante la Gara
Durante la competizione o l’allenamento è importante gestire l’idratazione e mantenere il livello di zuccheri nel sangue costante, ma al di sotto della pressione osmotica del plasma. Per questo in gara in gara, sarebbe meglio una bevanda iso-tonica o meglio ancora ipo-tonica (≤ 6g di carboidrati ogni 100 ml: basterebbe sciogliere 6-10 bustine di zucchero in un litro d’acqua, o 10-15 bustine in una bottiglia da un litro e mezzo per ottenere una soluzione energetica e + rapidamente assimilabile, meglio se con fruttosio al posto dello zucchero).

Questo può essere garantito con semplici e brevissimi dosaggi di bevande ipo-toniche saline e zuccherine. Un paio di sorsi di bevanda sportiva (Gatorade, Powerade, …) a intervalli regolari a seconda dell’intensità della prova, andranno più che bene e ti permetteranno di garantire fino alla fine il cosiddetto “guizzo”. (Per approfondimenti sulle bevande sportive saline, se vuoi, puoi leggere questo articolo).

Recupero (dopo la gara)
E’ l’aspetto più importante ed anche sicuramente il più trascurato. Quello dopo la gara.

Nel corso della competizione si brucia tanta energia, immagazzinata anche e soprattutto nei muscoli sotto forma di glicogeno (carboidrati), che viene velocemente consumato e avrà bisogno di essere reintegrato.

Il reintegro del glicogeno muscolare che di norma, con un’alimentazione normale, impiega per completarsi circa 48h, può e dovrebbe essere accelerato e favorito per ottimizzare il recupero post-gara, per non essere particolarmente scarichi soprattutto se ci si allena il giorno dopo.

Per fare un esempio, durante una gara di solito si possono consumare normalmente anche 1.600-3.000 calorie. A conti fatti queste corrispondono a 400-750 g di carboidrati che, nel caso di altra gara ravvicinata, andrebbero assunti abbastanza in fretta. Ma 500 g di carboidrati sono già circa 9 etti di pasta (o anche pane)…un po’ difficili da consumare in poco tempo, anche se ci sono alternative alla pasta.

Come si fa quindi a ricaricare in fretta i muscoli?

Questo aspetto è poco pubblicizzato, ma si può risolvere ottimizzando ogni istante, senza perdere tempo prezioso a partire dalla fine della prestazione.

Subito dopo la gara, da ½ h a 2 h dopo massimo, infatti, c’è un periodo di grazia, perché mai come in questo intervallo temporale, è utilissimo consumare carboidrati ad alto indice glicemico (meglio se liquidi perché più facilmente assimilabili) come bevande dolci, succhi di frutta, e anche banane, perchè gli zuccheri, contrariamente a quanto saremmo abituati a pensare, saranno tutti immagazzinati nei tessuti muscolari e non andranno assolutamente ad accumularsi sotto forma di grasso nell’organismo.

Non bisognerebbe perdere questa grande occasione perché è il momento migliore per recuperare il più velocemente possibile gli zuccheri persi durante l’impegno muscolare. Al di fuori di questa finestra temporale nota comefinestra Arcelli, cioè più tardi, il reintegro di glicogeno può avvenire comunque ingerendo carboidrati, ma in modo molto, molto, molto più lento e il rischio è di abbuffarsi o di arrivare non completamente ricaricati al prossimo allenamento o gara, se questa è ravvicinata.

Inoltre, sarebbe bene ritardare l’assunzione di alimenti difficilmente digeribili (vedi carne, altri cibi grassi, ecc…) a dopo le 2 ore dallo sforzo o al giorno dopo, per non appesantire l’organismo già sufficientemente provato, favorendo così un miglior recupero.

Un Consiglio in Più

Che dire ancora? Che per recupero si intende anche riposo, quindi…a nanna presto!
Ancora e sempre…un abbraccio vincente!
Stefano

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Per approfondire ulteriormente, puoi consultare anche queste fonti:

domenica 16 aprile 2023

Le Radici della Vittoria

Quando ho letto questa storia sono rimasto esterrefatto, non tanto per il contenuto tutto sommato molto semplice, ma per il modo con il quale viene enfatizzata splendidamente l’importanza dello sport fin dalle sue più antiche origini.
Ho deciso per questo motivo che non potevo non condividerla.

“Tanto tempo fa, due tribù erano sul punto di entrare in guerra per un pezzo di terra, quando il primo capo ebbe un’idea.
Invece di combattere, i suoi eroi si sarebbero cimentati in una gara di tiro con l’arco. I vincitori avrebbero ottenuto la terra e nessuno si sarebbe fatto male.
In questo modo appianarono la disputa e, cosa più importante, i due capi divennero ottimi amici e le tribù non si fecero mai più la guerra.”

Sembra una favoletta, vero?
Eppure questa leggenda racconta di come lo sport ha sempre svolto un ruolo fonda­mentale nella vita dei popoli. Gli antichi greci lo sapevano; anche i romani ama­vano lo sport; lo spettacolo eccitante (e raccapricciante) dei gladiatori che mi­suravano le proprie capacità l’uno contro l’altro ha entusiasmato il pubblico per tutto il periodo dell’Impero Romano.
Poi nel Medio Evo, le giostre dei cavalieri e i tornei di tiro con l’arco erano le principali attrazioni dei sontuosi spettacoli che si tenevano annualmente. Più tardi furono inventati giochi come il rugby, il cricket, il calcio, il volley, il basket e tanti altri che oggi richiamano enormi folle di sostenitori.

Inoltre, l’orgoglio nazionale è strettamente collegato ai meriti sportivi di una nazione. Dai, non dirmi che anche tu non ti senti meglio quando gli “eroi sportivi” del nostro paese si comportano egregiamente!
Magari fosse possibile organizzare un duello quando due nazioni si trovano sull’orlo di una guerra!

Pensa che bello se, invece di mobilitare ingenti fondi, armamenti e soldati, Bush avesse sfidato Bin Laden ad una corsa nei sacchi! Oppure se i migliori atleti iraniani, egiziani o arabi, avessero sfidato i migliori atleti americani a braccio di ferro! Se vincono gli Stati Uniti, quest’anno avranno diritto a qualche barile di petrolio in più, ma se vincono gli Arabi, tanti nuovi istituti e scuole saranno costruiti a spese americane nei territori arabi.

Purtroppo questo non succede e ci inventiamo le migliori scuse quando i nostri campioni non vincono una competizione importante:

Il governo non stanzia fondi sufficienti, i nostri amministratori sono troppo antiquati e legati alla burocrazia, non possiamo permetterci strutture al passo coni tempi, non paghiamo abbastanza i nostri atleti migliori, non “laviamo il cervello” ai nostri giovani più promettenti e non li priviamo di un’infanzia “normale”.

Le scuse possono essere davvero infinite. Ma sono valide?

Forse alcune lo sono. L’uva è acerba? Chissà, non l’abbiamo mai assaggiata!

Però in questo modo è come se ci arrendessimo prima di aver combattutto.
Lo sport è davvero importante, però, anche se molto spesso ce ne dimentichiamo.
Perché? Perché ha in sé qualcosa di così importante che persino il denaro ed il tempo impallidi­scono al confronto:

Orgoglio, Passione, Spirito agonistico, Senso della con­quista, Spirito di squadra.

In breve, è il nostro atteggiamento nei confronti della vittoria o della sconfitta.
E’ questo che può fare veramente la differenza, in campo, ma anche fuori dal campo!!!

E come diceva lo scrittore M.Scott Peck:
“Se ti arrendi senza aver mai vinto, resterai quello
che eri all ‘inizio: un perdente”

sabato 15 aprile 2023

Non Guardare il Tabellone

Sei stato mai in ansia perché in gara sei sotto di diversi punti?

E cosa fai in quei momenti?

In parecchi casi, ti viene spontaneo guardare il tabellone del punteggio…e spesso cadere nel vortice delle preoccupazioni è immediato, così come cadere in uno stato di ansia per la paura di perdere.

Cosa fare allora?

A questo proposito, mi piace molto l’atteggiamento e la mentalità di Dan Peterson che, anche se riferito al basket, credo proprio si adatti a qualsiasi sport.

Lo riporto integralmente.

"Il tabellone crea ansia.
Io non lo guardavo mai.
Dicevo ai miei: ”Ehi, non guardate il tabellone!
Guardate i miei occhi! I miei occhi sono il tabellone. Non ho bisogno di guardare lì per sapere il punteggio. Lo so già.
Ma se noi giochiamo a pallacanestro, il tabellone dirà la verità alla fine. Non importa il punteggio. Non importa il tempo che manca. Non importano i falli. 
Importa ciò che facciamo noi in campo!”
Negli ultimi minuti — sopra, sotto o pari — dicevo sempre:
"C’è molto tempo da giocare”. Così toglievo paura.
Sopra? Molto tempo? OK, continuiamo a giocare!
Sotto? Molto tempo? OK, continuiamo a giocare! 
E non ho mai avuto paura degli ultimi minuti.
Non andavano lenti quando eravamo sopra; non andavano veloci quando eravamo sotto. Tutto normale. Molto tempo da giocare. Quindi, niente ansia. Niente panico. Sono io il tabellone! 
Ridurre un grande problema (essere sotto in trasferta con poco tempo da giocare) ad un problema più piccolo (un rimbalzo, una rimessa, un gioco) si chiama ”comportamentalizzazione”. 
Più facile fare 5 passi normali che un balzo lunghissimo. Eliminare la preoccupazione del tabellone aiuta. Intanto, tutti sanno il punteggio. Tutti danno un’occhiata. Ma non bisogna preoccuparsi oltre ogni limite della situazione e drammatizzarla.
Questa è mentalità vincente."

Grande Dan! Sono perfettamente d’accordo...è un po' come tremare guardando la tua pagella...se credi veramente di farcela, allora lì sopra puoi riuscire a farci scrivere quello che vuoi! 
La pagella sei tu!

venerdì 14 aprile 2023

Assenza

L'assenza è un inganno, la mancanza no, quella è un'attesa, un pensiero ossessivo che riempie il cuore.

giovedì 13 aprile 2023

Mentalità Vincente


 
Ti è mai accaduto di essere in grosse difficoltà sia nello sport che nella vita? Di scoraggiarti per una sconfitta o di vedere allontanarsi quella soddisfazione cui oramai avevi un po’ fatto la bocca, dopo tanta preparazione? E di subire in qualche modo un evento inaspettato e negativo che sconvolge decisamente le tue attese? Sicuramente sì, vero?

Beh, anche a me!

Sicuramente sai cosa significa quel senso di scoramento che ti attanaglia e ti costringe ad aver paura di sbagliare la prossima mossa e certe volte ad aver timore di muoverti ancora. Eppure, pensavi di farcela, altre volte ce l’avevi fatta, anche con avversari più ostici!

Vedi altri riuscire dove tu sbagli! …ma come fanno?

Ho affrontato tante difficoltà nella mia vita, sicuramente come te e come tutti, ma ho desiderio di condividere alcuni pensieri nella speranza possano essere utili anche ad altri che, come è già capitato a me, a volte cercano di guadare la palude nel tentativo di raggiungere l’altra sponda.
Praticando attività sportiva, forse ti sarai già accorto che la tecnica è una risorsa estremamente importante per riuscire in qualsiasi disciplina. Ma esistono delle risorse insostituibili dentro ognuno di noi che è altrettanto fondamentale conoscere e non sottovalutare mai.

Sto parlando ad esempio di emozioni e di fiducia in se stessi come risorse insostituibili per insinuare il seme della vittoria in qualunque settore sportivo, …ma anche nella vita.

Il potere della mente, l’immaginazione, i sentimenti, fanno parte imprescindibile della nostra vita e del nostro modo di essere, avendo un ruolo dominante in ogni attività.

Riuscire a prendere in considerazione questi aspetti nella tua vita sportiva, diventarne consapevoli e volgerli a tuo vantaggio significa veramente fare la differenza tra la sconfitta e la vittoria.

Lo studio, la preparazione accurata, la tecnica, l’allenamento continuo e la tattica sono fondamentali nello sport come nella vita, ma c’è qualcosa che va oltre, che ti mette in grado a volte, nonostante le aspettative, di compiere l’impresa, quella che nessuno si aspettava, neanche tu stesso! Vincere!

Lo sport di cui sono appassionato, o forse dovrei dire malato, la pallavolo, mi ha insegnato a desiderare di raggiungere obiettivi per me sempre più importanti, a conoscere i miei limiti e le mie potenzialità e soprattutto a credere in me e negli altri, a confrontarmi con i compagni di squadra, e a condividere con loro sacrifici e soddisfazioni, acquisendo una sensibilità ed un atteggiamento di cui risentono positivamente tutti i rapporti umani che la vita di ogni giorno mi propone, perché non sono tanto importanti i “colpi” che tiri, quanto piuttosto il tuo personalissimo modo di reagire ai “colpi” della vita che può fare di te una persona migliore!

E dopo tanti anni di attività credo di poter dire che è questo, solo questo che ti trasforma in un vincente!

E’ come reagisci che ti definisce, nient’altro!

Lo sport, ma così anche la vita, è secondo me proporsi delle mete, prepararsi e lottare per raggiungerle …e poi? E poi porsene di nuove.

Perché, anche se la meta sembra lontana, difficile, inarrivabile, non sarà tanto il raggiungerla esattamente nel modo in cui volevi che ti darà il successo, quanto i muscoli e l’atteggiamento che svilupperai nell’affrontare con tutto te stesso le prove che essa comporta, che ti trasformeranno letteralmente in un vincente!

Perché sarai così allenato per affrontare la prossima.

Un antico proverbio cinese dice:

“L’uomo è figlio dell’ostacolo”

…perché?

All’inizio ci ho messo un po’ a capirlo, ma ora so che è solo nell’ostacolo che ritrovi te stesso, un nuovo te stesso ogni volta, perché senza difficoltà, senza sfide l’uomo non può vivere! …Semplicemente perché non puoi rinunciare a crescere!

Quando non sarai più stimolato a decidere di proporti una nuova meta, potrai dire che solo allora è sopraggiunta la vecchiaia. Perciò, finché il buon Dio ti da’ salute e finché puoi, non appendere mai le scarpe al chiodo! Non rinunciare mai ad una nuova sfida!

Il fatto che tu sia qui a leggere queste poche righe, mi dice che anche tu, come me, stai cercando di migliorarti, di crescere per dimostrare a te stesso che ce la puoi fare, che non sei un pappamolla come a volte lo sono quegli “pseudo-amici” che si mettono a ridere quando gli dici che vuoi riuscire a saltare 20 cm di più, ad aumentare l’elasticità, a dimagrire 10 kg, a smettere di fumare, a trovare il lavoro dei tuoi sogni, a guadagnare il doppio o comunque a fare meglio, a fare di più, a diventare una persona migliore e ad armarti di santa pazienza per affrontare sacrifici e mettere quei primi mattoncini per costruire la tua muraglia, per fare quei piccoli, costanti e instancabili passi che ti porteranno alla meta …e poi a vincere!

Qualcuno, rimasto purtroppo anonimo, circa duemila anni fa, aveva scritto su un piccolo ma denso e poco conosciuto libretto chiamato “L’imitazione di Cristo”, una frase come questa (poi attribuita erroneamente a un sacco di altra gente anche dei nostri tempi):

“Pensa come se fossi eterno, e comportati come se dovessi render conto stanotte di tutta la tua vita!”

Beh! Mi fa sentire vivo! …e aveva davvero ragione! Ne vale davvero la pena!

Ed è proprio lo sport (sano) uno dei migliori maestri di vita, perché è ancora una delle poche cose assolutamente più democratiche e meritocratiche che ci siano, e ti insegna che se hai impegnato tutto te stesso in un’impresa, sarai premiato comunque, anche in quella che al momento appare una sconfitta, ma che è sempre un passo necessario, spesso indispensabile, per la crescita.

Per questo non devi aver mai paura di cadere!

Perché rialzarsi significa credere, migliorarsi, crescere. Perché già avere la forza di rialzarsi significa vincere!

Mettitelo bene in testa: purché rispetti l’etica umana, qualsiasi sport tu faccia e qualsiasi cosa tu decida di fare nella vita, puoi farcela!
Perché dentro di te c’è una forza vincente, ed è come se ti “condannasse” a vincere!