lunedì 21 agosto 2023
Ottimizzare il Tempo è un'Illusione
mercoledì 16 agosto 2023
A Cosa Serve un Cuore Grande
È di quella parte di testo trascendente, semplice e prezioso contenuto nella sua lettera ai Corinzi, che sto parlando.
Potrebbe sembrare banale ad una prima lettura, ma è invece toccante, profondo, variopinto, leggero e intenso allo stesso tempo come il volo di una farfalla (è qui: https://bit.ly/3l4nYJp).
In esso l'amore puro, semplice e senza interessi, né aspettative, al quale tendiamo innatamente e che tutti, se non ne abbiamo già avuto la fortuna, vorremmo sperimentare almeno una volta nella vita.
Ma allora mi chiedo anche: quanto grande può arrivare ad essere un cuore? È qualcosa che si può sviluppare? Da che cosa dipende?
Ovviamente una risposta pronta non ce l'ho, ma nella pagina di un antico testo di Thich Nhat Hanh, un monaco vietnamita scomparso lo scorso gennaio, ho trovato questa semplice storia che parla di sofferenza e che mi è sembrato calzasse a pennello.
---
Affrontare la Sofferenza
Un giorno il giovane novizio Rahula, chiese al Buddha come affrontare la sofferenza nella sua vita, e ricevette questa risposta:
“Supponi di avere una tazza di acqua pura; se hai una manciata di sale e la versi nell’acqua mescolandola, non la puoi più bere, perché è troppo salata. Ma se prendi la stessa quantità di sale e la versi in un fiume, vedrai che il fiume è così ampio che non sarà contaminato e tutti potremo continuare a bere l’acqua del fiume. Il fiume è vastissimo, perciò ha la capacità di ricevere, di accogliere e trasformare.
Così se i nostri cuori sono grandi e vasti, potremo fare la stessa cosa. Noi soffriamo in realtà perché i nostri cuori sono ancora piccoli: vuol dire che la nostra comprensione e la nostra compassione sono ancora troppo limitate”.
Poi gli disse ancora:
“Pratica l’essere come la terra. Perché non importa cosa ci si possa versare sopra, latte, crema, fiori, profumo o urina ed escrementi, la terra non discriminerà. Riceverà ogni cosa e non soffrirà. Perché la terra è grande e può trasformare tutte queste cose in fiori ed erba verde. Così sia la tua pratica, allo scopo di essere come la terra”.
Chi ha un cuore grande potrà anche abbracciare negatività, mancanze e forse anche insulti nei suoi riguardi perché sarà in grado di ricevere tutto e trasformarlo in cose buone e rigogliose. È questa la forza più grande e ad ognuno è dato il modo di scoprire come generarla e rigenerarla in sé.
Poi San Paolo aggiunge un giorno:
"L' amore è benigno", cioè generoso. È una fase costruttiva che va alla ricerca del bene altrui.
E ancora: "Non è invidioso, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. L'amore non avrà mai fine."
Sarebbe davvero perfetto viverlo così, se non esistessero quei momenti in cui arriva il tarlo delle attese, quello del cercare un piccolo o grande torna conto personale, quello di notare mancanze piuttosto che doni e si ricade. È lì che nonostante tutto si riaffaccia la trappola della sofferenza, ed è un’insidia sottile a cui a volte è difficile resistere.
Credo che ognuno, se non c'è già riuscito, debba fare il suo personalissimo percorso per scoprire come coltivare il proprio cuore e in mezzo ovviamente ci sono anch'io, che ogni volta che cado, mi riscopro a volerne uno più grande, molto ma molto più grande!